BEACH HANDBALL? VA TUTTO BENE!
Come esaltare il nulla cosmico.
Come al solito basta guardare le statistiche per smontare pezzo per pezzo la propaganda di alcuni personaggi che evidentemente nascondono la polvere sotto al tappeto e si accontentano di qualche briciola per mantenere salda la propria posizione in ambito sportivo.
Qualcuno dirà che bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno. E vediamolo! In tutte le competizioni estive di Beach Handball, tranne una, non siamo arrivati ultimi e, addirittura, in una abbiamo conquistato il “pass” per partecipare ai prossimi campionati europei di prima divisione.
Ma le statistiche (come sempre impietose) parlano di un 77% di sconfitte considerando il totale delle gare disputate da tutte le nostre Squadre Nazionali.
Inoltre, a guardar bene,
- la Nazionale senior femminile si è qualificata ai prossimi campionati europei di 1ª Divisione (a 24 squadre) occupando la ventiquattresima posizione; si avete capito bene, ci siamo qualificati occupando l'ultima posizione, grazie al suicidio della Turchia, che era in netto vantaggio sull'Italia sia come differenza reti sia per il fatto che incontrava una squadra inesistente nel panorama europeo del Beach Handball, la Svizzera;
- la Nazionale U17M è stata eliminata al primo turno perdendo tutte le gare ed è arrivata ultima su 16 partecipanti;
- stessa cosa per la Nazionale U17F, solo che è arrivata penultima su 17 partecipanti (meno male!);
- la Nazionale senior maschile si gongola con il suo undicesimo posto, senza far alcun riferimento al fatto che è stata eliminata al primo turno perdendo tutte le gare, ma esaltando le sue vittorie (udite, udite!) con l’Australia, Porto Rico e la Tunisia; è stata comunque una bella esperienza, si dice così, no?
Ora ci si aspetterebbe un intervento radicale da parte del Consiglio Federale, ma probabilmente vedremo solo un avvicendamento di natura esclusivamente tecnica o poco più.
Cambiano i Presidenti, ma non cambiano le ataviche assenze di programmi seri e specifici per risalire la china, in tutti i settori. In altre parole, non abbiamo né le persone giuste a livello dirigenziale né una programmazione da applicare per raggiungere obiettivi dignitosi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche se l’EHF e l’IHF ci hanno dato una grossa mano portando i tornei a 24 e 32 squadre partecipanti.
Si vola come se non ci fosse un domani!
Stanislao Rubinetti

