Politica Sportiva

UNA DIVERSA FORMA MENTIS E UN NUOVO MODUS OPERANDI

31.03.2024 16:04

                                                                                26 novembre 2023 - In Serbia, si è appena concluso il torneo di qualificazione ai Campionati Mondiali U20F del 2024; cinque squadre partecipanti, tra le quali la nostra Nazionale femminile di categoria. Chissà se qualcuno si è accorto che, oltre ad essere eliminate, le nostre ragazze sono arrivate penultime, a causa della classifica avulsa, che ci ha visto soccombere nei confronti della Croazia (19 goal di scarto subiti nello scontro diretto) e della Serbia (battuta per un solo goal nella giornata di apertura della manifestazione). Questa eliminazione si aggiunge alla lista, ormai molto lunga, di tutte quelle che fanno riferimento cronologico all’attuale “governance” federale. Ma la cosa non fa più notizia. Ciò che, invece, ha attirato la mia attenzione sono le parole rilasciate dall’allenatrice delle azzurrine, Elena Barani:”Ad ogni modo accettiamo il verdetto del campo e portiamo con noi un’esperienza che ci arricchisce e che dovrà servirci per il futuro”. Quindi siamo sempre più ricchi, ricchi di un numero smisurato di sconfitte, non solo in campo femminile a dir la verità. E questa quasi infinita serie di “débâcle”, non solo ci arricchisce, ma ci dovrà servire per il futuro. Mi raccomando, non dobbiamo prendere minimamente in considerazione il fatto che qualcuno (i dirigenti o i tecnici federali? Le società?), con scelte politiche, strategiche, tecniche e organizzative, ci ha costretto ad assuefarci alla sconfitta. Attenzione! Non alla cultura della sconfitta, no! Proprio alla sconfitta! No, non ne parliamo di questa assuefazione, facciamo finta di nulla. Ormai siamo così abituati a perdere (di poco o di tanto, la sconfitta rimane sempre tale) che, quando facciamo delle imprese come quella della Nazionale senior maschile contro la Turchia, ci sembra di aver toccato il cielo con un dito e, di colpo, cancelliamo tutto quanto di negativo ci ha accompagnato in questi ultimi sette anni. Poi c’è qualcuno che fa come gli struzzi, mette la testa sotto terra, fa finta di nulla, apostrofa con epiteti quali “gufi da tastiera” anche chi accenna un minimo di critica motivata e circostanziata (carta canta! I risultati parlano chiaro, i soldi spesi pure) e che prova a fornire delle soluzioni alternative. Quindi siamo stretti in una morsa: da una parte quelli che continuano a vedere il bicchiere mezzo pieno e cioè quelli che sono coinvolti nel “National Teams Affair” (dirigenti, impiegati e tecnici federali, genitori di atleti, tecnici e dirigenti “borderline” che ambiscono ad entrare nell’olimpo delle squadre nazionali, tifosi che non sanno minimamente cosa succede dietro le quinte e tifano Italia senza “se” e senza “ma” per spirito nazionalistico; insomma tutta quella gente che è “emotivamente” coinvolta nella questione relativa alle Squadre Nazionali); dall’altra chi, per motivi di interesse personale o per i troppi torti subiti, cerca di prendere un posto al sole o la propria rivincita sparando a zero su tutto e tutti e adducendo motivazioni assurde o soluzioni improponibili per risolvere gli enormi problemi che attanagliano la pallamano italiana. Quindi, cari amici tecnici, il bagaglio che deve aiutare i nostri atleti per il futuro non è solo ed esclusivamente di natura tecnica, ma anche legato ad aspetti psicologici e, da questo punto di vista, le sconfitte seriali non aiutano. Il “gap” che dobbiamo colmare si fa sempre più grande e le altre nazioni non stanno a guardare. C’è invece bisogno di un profondo rinnovamento che porti alla ribalta personalità vincenti tra i dirigenti e i tecnici: gente che dimostri di non avere paura di essere impopolare e di rimanere isolata per le scelte fatte, gente che implementi un “modus operandi” rigoroso e adatto solo a persone forti e coraggiose, gente abituata a lavorare per il bene comune e non per biechi interessi personali, gente che si assuma le proprie responsabilità e che sappia quando è il momento di fare un passo indietro per dar spazio a forze fresche, gente che non abbia paura di sporcarsi le mani in questioni che non sono sotto i riflettori della ribalta, ma che sono estremamente importanti per il nostro futuro sportivo, gente abituata a lavorare sodo e che non aspiri a fare passerella. Ce la potremo fare solo se entreremo in campo con questa “forma mentis”. Questa sarebbe la vera vittoria.

TROFEO U19 TOSCANA
UN MONDO ALLA ROVESCIA