CIRCOLO CANOTTIERI ANIENE: LE DOMANDE SENZA RISPOSTA

La vicenda legata al Circolo Canottieri Aniene ha lasciato strascichi sotto tutti i punti di vista: polemiche, interrogazioni parlamentari, interventi di personaggi più o meno autorevoli, anche governativi, articoli sui giornali e via discorrendo.

Qual è il punto? In base allo statuto del circolo, le donne non possono essere ammesse come socie ordinarie.

Qualcuno afferma, tra le altre cose, che nel divieto vi siano ragioni logistiche, radicati pregiudizi e supposte tradizioni.

Se ne sono lette insomma di tutti i colori, ma rimangono alcune domande le cui risposte sono rimaste inevase:

  • fermo restando che, a casa sua, ognuno fa quello che vuole, dal momento che su tutti i documenti istituzionali nazionali e internazionali, a partire dalla Carta Olimpica, per passare poi attraverso lo Statuto del CONI e per finire agli Statuti federali, ci sono chiari riferimenti al fatto che, nello sport (è un luogo di sport il C.C. Aniene?), non ci debba essere alcun tipo di discriminazione, come è possibile che le diverse sezioni sportive di questo circolo siano affiliate alle corrispondenti Federazioni Sportive Nazionali?
  • Come mai, in tutti questi anni, poche sono state le donne che hanno sollevato il problema e hanno chiesto di risolvere la questione nell’unico modo possibile?
  • Perché le socie onorarie del circolo, cinque in tutto, le uniche donne che possono fregiarsi dell’ambito titolo, al momento del conferimento, non hanno rifiutato di accettare questa “onorificenza”? Dov’è finita la solidarietà femminile?
  • E ancora, “last but not least”, nel richiamare la suddetta solidarietà femminile, se la situazione non cambia, ci saranno ancora donne, anche se invitate, che avranno il coraggio di varcare l’ingresso del Circolo Canottieri Aniene in futuro?

Stanislao Rubinetti

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