NON OGGI SAGOSEN

Articolo pubblicato sul sito WEB “HandballFast” il 16 gennaio 2022.

La cosa principale nella partita con i norvegesi non è che, per il secondo massimo torneo consecutivo, la squadra russa sconfigga la favorita. E non due ipotetici punti nel salvadanaio della seconda fase, se non altro perché i russi non sono stati ancora formalmente selezionati lì. E nemmeno che alla fine i ragazzi di Velimir Petkovic hanno avuto abbastanza nervi e un margine di sicurezza per lasciarsi il successo alle spalle.

L’impressione più eclatante, e allo stesso tempo sorprendente della partita, è che la squadra russa è in grado di battere i giganti non solo in modo tradizionale per un perdente. Cosa è necessario di solito per battere i luoghi comuni? L’ipotetico perdente deve giocare la partita della vita, il favorito deve sopravvivere alla brutta giornata e anche Lady Luck deve strizzare l’occhio al più debole nominalmente. Quindi, i giocatori di pallamano russi hanno vinto contro la nazionale norvegese e non hanno mostrato tutto il loro potenziale!

Ad esempio, Sergei Mark Kosorotov ha giocato una partita molto scadente, non somigliando in alcun modo al leader, come nella partita di apertura con i lituani. Inoltre, il suo secondo errore dai 7 metri ha quasi compromesso la vittoria. Allo stesso modo, il capitano della squadra, Daniil Shishkarev, non ha dato il meglio di sé. Per fortuna il suo tiro è stato ribattuto dal portiere contemporaneamente al suono della sirena, e quindi non sarà ricordato come l’errore nella partita con i bielorussi un anno fa, per non parlare della fine del match con gli svedesi al Campionato Europeo 2016.

Immagina come sarà la squadra russa quando Shishkarev e Kosorotov daranno il massimo! La cosa principale è che la qualità del gioco dei partner non diminuisce parallelamente.

Chi ha già giocato la seconda partita ai massimi livelli sono Dmitry Zhitnikov e Viktor Kireev. Il primo è stato puntuale in tutte le zone del campo: si è lanciato, distributo passaggi spettacolari, combattuto in difesa e rassicurato i compagni. E il portiere del CSKA è tornato al livello dell’Europeo di sei anni fa; il torneo in cui, infatti, la sua stella ha brillato. La cascata di parate ha fatto abbaiare alla luna i suoi avversari, anche lo stesso Sander Sagosen, per il senso d’impotenza che ha provato, cosa che, in linea di principio, accade di rado.

Il portiere, ovviamente, è metà della squadra, ma per il suo accurato lavoro serve l’aiuto dei giocatori di campo. Ieri, i difensori della nazionale russa hanno molto aiutato il portiere e, nella partita a scacchi degli allenatori, Petkovich ha battuto il suo collega scandinavo. Era molto tempo che non si vedeva una difesa del genere della Nazionale: tenace, mobile e allo stesso tempo monolitica. I combattenti di Petkovich si sono opposti alle catapulte norvegesi con mattoni fatti di corpi, unita a una ferma convinzione: se i rivali avessero sbattuto la testa cento volte contro il muro, alla fine, le cose sarebbero andate male per la testa, non per il muro.

Non si sa cosa stia succedendo con Dmitry Santalov a Brest. Forse il club non è il suo, forse l’allenatore, forse il modello di gioco. Ma il modo in cui affronta questo torneo in nazionale è degno dei più grandi applausi. Già solo per l’esecuzione del ruolo più importante, in difesa – diciamo un fermo “sì”. Comunque, in attacco, Dima ha lavorato abbastanza bene: i suoi tiri dalla distanza gli hanno permesso di sopravvivere a un momento difficile del primo tempo.

A proposito, riguardo ai lanci, quello di Alexander Kotov rivendicherà sicuramente il titolo di uno dei più belli dell’intero campionato. Ma del resto, oltre alla spettacolarità e all’aumento del punteggio, è famoso anche per aver illustrato come la squadra russa non avesse paura di avversari temibili. Nella stessa categoria, c’e la finta di Alexander Ermakov, che, dopo aver fatto i conti con il portiere, ha deciso di non regalare palla, ma di completare da solo il contropiede. Anche se poi non fosse possibile raggiungere l’obiettivo, la questione sarebbe diversa. La squadra è andata sul campo per l’essenza stessa della pallamano: giocare. E i norvegesi si stavano preparando a fare il lavoro obbligatorio di segnare e avanzare al turno principale. Di conseguenza, abbiamo osservato il trionfo della giustizia sportiva: i “giocatori” hanno vinto. Accidenti, quanto è bello rivolgere questa definizione ai giocatori di pallamano russi!

E poiché la squadra di Petkovich combina così abilmente il metodo “combattimento” con la creatività in campo, allora ha tutte le possibilità non solo di completare il compito minimo (un posto tra i primi otto), ma anche di andare molto oltre. Anche se ricordiamo il pensiero comune dei ragazzi: nel match con gli slovacchi ci si può aspettare i colpi di scena più bizzarri. Non vale assolutamente la pena di rilassarsi.

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