NON È UNA QUESTIONE DI STILE

Articolo pubblicato il 28 novembre 2021 alle ore 22.05.

La vignetta pubblicata da “Il Fatto Quotidiano” in merito a un presunto attacco satirico nei confronti de “La Leopolda”, un convegno politico che si svolge ogni anno in autunno, a Firenze, non può essere maldestramente derubricata a una mera questione di mancanza di stile; lo dico con forza: fa veramente schifo.
Se non si comincia dalle piccole cose per educare al rispetto del prossimo (inteso come persona, uomo o donna che sia, a prescindere dal genere, dall’orientamento sessuale, dal credo religioso, dal colore della pelle, dalla razza e via dicendo; anche nella semplice rappresentazione di un’immagine o un disegno), ci dovremo sempre aspettare tragedie ed eventi funesti ed estremi che hanno un minimo denominatore comune: la violenza fisica su chi è ritenuto diverso o inferiore.
Adesso ci aspettiamo la levata di scudi da parte di chi ritiene questa vignetta una manifestazione satirica e, quindi, di poca importanza rispetto a tragedie ben più importanti e significative. Esattamente come è stato nel caso dei “bikini norvegesi”, dove qualche improbabile difensore dei diritti civili (quelli che utilizzano i fatti a corrente alternata, quando gli conviene) si è inalberato perché si trattava di una questione poco significativa, un’inezia in confronto a drammi come i femminicidi, le decapitazioni e i rapimenti di “star” dello sport.
Io dico, invece, che per eliminare qualsiasi forma di violenza, esercitata sistematicamente, in nome di una sovrastruttura ideologica, allo scopo di perpetuare la subordinazione e di annientare l’identità delle persone, bisognerebbe spendere molto più tempo e risorse, economiche e umane, sulla cultura, sull’educazione, sulla formazione, sulla diplomazia e, soprattutto, sul buon esempio. Cominciando dalle cose apparentemente piccole e poco significative, per esempio dai “bikini” e dai “disegni satirici”.

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