IL “NO” DI ANTONELLA BELLUTTI

“Ritengo inopportuna la mobilitazione per la riapertura degli stadi del calcio, quando anche le società sportive delle altre discipline sono bloccate e rischiano di chiudere per sempre, a centinaia, con gravi ricadute occupazionali.
Gli stadi andranno riaperti quando ci saranno le condizioni per riaprire anche palestre, piscine, piste di atletica e ogni altra struttura dove 30 milioni di italiani aspettano di tornare per recuperare quel benessere psicofisico messo a dura prova dalla pandemia e per esercitare il proprio diritto alla pratica sportiva.
Lo sport italiano e i suoi massimi dirigenti dovrebbero far sentire la loro voce per sostenere le migliaia di piccole associazioni e per aprire una discussione sul diritto dei cittadini a fare sport. Il calcio non può essere sempre trattato come un ambito privilegiato, soprattutto in un momento di grande sofferenza per tutto lo sport italiano “.
Antonella Bellutti

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