AUTOESIGENZA di Ettore Messina

“Se io in allenamento chiedo di ripetere un gesto 10 volte di fila, stiamo lì finché non lo facciamo. Questa è la parte più difficile del nostro lavoro.

C’è una fase in cui dobbiamo rompere i coglioni. Io sono un rompicoglioni, lo so.

Voi pensate che sia divertente? Non lo è. Io la notte non dormo perché penso: “Il mio giocatore crede che ieri gli stessi rompendo le balle”. Io non volevo rompergli le balle. Io volevo solo che facesse le cose come la competizione richiede che siano fatte.

La più grande difficoltà che ho avuto coi miei giocatori nella mia carriera è tradurgli nell’allenamento la difficoltà della competizione. Io gli chiedo di fare certe cose in una maniera non perché piace a me, ma perché altrimenti loro troveranno un avversario che non gliele farà fare. Se vuoi giocare a un certo livello, le cose devono essere fatte con mezzo secondo in meno. Le cose devono essere fatte con uno grande e grosso come te che ti spinge quando tocchi la palla. Le cose devono essere fatte con diecimila persone che ti insultano. Le cose devono essere fatte con un arbitro che magari non vede.

E allora ti devi abituare in allenamento, non puoi scoprirlo nella partita. O, peggio, non puoi chiedermi 10-15 partite per capire com’è la vita. E tutto il problema nasce lì. Se io in allenamento chiedo di fare una cosa 10 volte di fila, stiamo lì finché non le facciamo. Perché questo è niente in confronto alla pressione che ti metterà il momento del gioco quando scenderai in campo.

È un problema di autoesigenza.

Io credo che posso essere allenatore se lotto per stimolare l’autoesigenza. Se io allenatore riesco a convincere 3 dei miei 10 giocatori a essere autoesigenti con sé stessi e con i compagni, io lì ho vinto. Non alleno più. Io mi metto a guardare e la macchina va da sola. La nostra lotta non è cambio di direzione, schema 1 o schema 3. La nostra lotta è che loro arrivino al punto che in un momento di grande pressione si passino la palla uno con l’altro. Perché è troppo facile, in un momento di pressione, abbassare la testa, palleggiare e faccio io.”

Questo contenuto è solo per la consultazione!