IL DIRETTORE TECNICO DELLE SQUADRE NAZIONALI

Tornando a Riccardo Trillini, ribadisco che non sia il caso di discutere di questioni di carattere tecnico, ma alcune considerazioni di carattere organizzativo e gestionale mi sembra doveroso formularle.

          L’attuale Direttore Tecnico (o Direttore Tecnico delle Squadre Nazionali?), fin qui, mi ha lasciato perplesso riguardo ad alcune scelte fatte lungo il suo percorso professionale all’interno della F.I.G.H. (sarò ben lieto di essere smentito tramite un suo intervento sulle colonne di questo “blog”):

  • aver accettato un incarico senza definire nel dettaglio il ruolo e le funzioni attinenti alla sua figura;
  • all’inizio del suo mandato, aver accettato “contro voglia” il compito di gestire anche le Squadre Nazionali femminili; probabilmente, il continuo cambio di allenatori della Squadra Nazionale senior femminile è anche, e non solo, dovuto a questa forzatura iniziale;
  • aver scelto dei collaboratori (Fabrizio Tassinari, Paolo Baresi, Ernani Savini, ecc.) che poi sono stati esclusi, parzialmente o totalmente, dal giro delle Nazionali senza una motivazione ufficiale;
  • non aver appoggiato, apertamente e in maniera convinta, l’approvazione del “Regolamento delle Delegazioni delle Squadre Nazionali” in Consiglio Federale (è risaputo che il rispetto delle regole diventa un obbligo duro da accettare se si è insofferenti ma, sicuramente, aiuta nelle scelte da effettuare); questo regolamento era stato elaborato dal sottoscritto sulla scorta di alcune osservazioni formulate durante la sua esperienza di Delegato alle Squadre Nazionali femminili;
  • aver accettato, prima, di sovraintendere al lavoro svolto dalla vecchia CNA (cfr. pag. 8 del verbale della riunione del Consiglio Federale del 25 luglio 2019), contribuendo in tutta probabilità alle inevitabili e condivisibili dimissioni del prof. Domenico Tassinari, e poi di coordinare le attività della nuova CNA (cfr. pag. 14 del verbale della riunione del Consiglio Federale del 9 settembre 2019); due scelte stilisticamente inopportune e oggettivamente inappropriate (come scritto da Luca Montanari, qualche giorno fa, in un articolo pubblicato su questo “blog”, meglio fare una cosa bene che …); peraltro il sig. Trillini ha anche accettato l’incarico “ad interim” di formatore dell’Area 6 (Abruzzo-Marche);
  • non aver mai ufficializzato (quindi comunicato pubblicamente in maniera chiara ed esplicita) l’organigramma tecnico, i programmi e gli obiettivi inerenti le Squadre Nazionali; tutto questo doveva essere, quanto meno, dettagliatamente relazionato in Consiglio Federale, ma non è stato fatto; dove andiamo? Che direzione stiamo prendendo? Quali risultati vogliamo ottenere?
  • Aver esasperato in maniera eccessiva la ricerca di stranieri da naturalizzare e da convocare nella Squadra Nazionale senior maschile, demotivando gli atleti italiani, che finora hanno dato molto per la “causa azzurra” e che, improvvisamente, si sono visti esclusi (per scelta tattica?);
  • qualche dubbio (che sorge per cognizione di causa, visto che alcuni Consiglieri Federali del gruppo di Regola 19 sono stati a stretto contatto con lo “staff” delle Nazionali) sorge sulla gestione psicologica del gruppo degli atleti delle Squadre Nazionali; ma è solo un dubbio, forse qualcun altro potrebbe essere più preciso in merito;
  • non aver le idee chiare in merito ai programmi relativi alla preparazione atletica; perché Trillini, tre anni fa, non ha appoggiato apertamente e in maniera convinta la proposta di Fabrizio Tassinari, che aveva presentato un “team” di esperti professionisti in materia di preparazione atletica (tutti ricordano l’eccellente lavoro svolto da questo gruppo sulle atlete della Squadra Nazionale femminile presso il Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito a Roma), e, lo scorso anno, ha proposto al Consiglio Federale un “team” analogo che svolge lo stesso tipo di lavoro? Cosa ha convinto Trillini a tornare sui suoi passi due anni dopo? Comunque, si tratta di un ritardo inspiegabile e deleterio.

          Se qualcuno pensasse che questo è un modo per puntare il dito inquisitore su Riccardo Trillini, SBAGLIEREBBE DI GROSSO; la questione è se dobbiamo mettere la testa sotto terra e fare finta che nulla sia successo o provare a migliorare partendo dagli errori commessi.

          In questo contesto, si ribadisce ancora una volta, non ci sono considerazioni di carattere tecnico/tattico (che lascio a persone più esperte del sottoscritto e che, magari, hanno qualche titolo per parlare o scrivere), ma contenuti di carattere strategico-organizzativo-gestionale che sono doverosi da formulare da parte di un dirigente federale, soprattutto alla luce degli scarsi risultati ottenuti nelle competizioni ufficiali.

          Chi non ha peccato, scagli la prima pietra; ecco perché, a gennaio (cfr. pagg. 6 e 7 del verbale della riunione del Consiglio Federale del 20 gennaio 2020), c’è stata una conferma di Trillini da parte della maggioranza del Consiglio Federale (il sottoscritto si è astenuto) nonostante l’assenza di risultati positivi; forse i componenti di tale maggioranza – in primis il Presidente Federale, avendo per Statuto la delega alle Squadre Nazionali – dovrebbero recitare il “mea culpa” e fare una profonda riflessione in merito alla totale mancanza di strategie che dovevano essere presentate (da parte del Direttore Tecnico, perché non ha messo a disposizione del C.F. i programmi di lavoro?) e che dovevano essere approvate in sede consiliare (da parte dei Consiglieri, perché non sono stati richiesti i programmi di lavoro e le relazioni sui risultati ottenuti?).

          Rimaniamo, sempre e comunque, in attesa di commenti, considerazioni o richieste di eventuali rettifiche da coloro che si sentono parte in causa relativamente a questo articolo; da un confronto serio e schietto (sempre che sia gradito) può nascere sempre qualcosa di positivo.

Stanislao Rubinetti

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