E I TERRITORI?

E così siamo arrivati a sette Delegati Regionali, due Delegati provinciali e quattro Responsabili d’Area sostituiti o dimissionari in meno di quattro anni di gestione dell’attuale “governance” federale. Questo gruppo di figure istituzionali si aggiunge all’elenco di tecnici, capi settore e componenti di commissione, tutte persone che non occupano più il loro ruolo e che rappresentano un piccolo esercito di una trentina di unità che erano concretamente operative e attive sui territori.

        Possiamo dire che l’effetto “Perimetro della pallamano” è rimasto SOLO sulla carta.

        Non c’è che dire, questa “governance” ha dimostrato quanto meno una dubbia gestione dei territori, dei rapporti istituzionali, di quelli interpersonali, della comunicazione e della trasparenza. E pensare che questi punti erano i cavalli di battaglia della scorsa campagna elettorale. Dopo anni di assenza dai territori, nella passata gestione, sono stati proprio questi i temi grazie ai quali sono stati raccolti tantissimi voti. Appena vinto le elezioni, con una maggioranza schiacciante, ai responsabili regionali e d’Area è stato detto:“E ora su le maniche e lavorare”. Il fatto è che alcuni hanno lavorato realmente per il bene della pallamano, ma non sono mai stati supportati da alcuna linea guida indicata dagli attuali vertici federali.

        Sui territori non si è praticamente investito nulla se non per il progetto “Città Metropolitane” dove la sola Roma ha avuto un riscontro positivo. I risultati sono pervenuti dalle altre città? Milano? Genova? Napoli? In particolare, a Milano e Genova, si sono ottenuti risultati sulla base di una reale e concreta attività di base (promozionale e U13)?

        La gestione delle Aree e delle Regioni è stata lasciata in mano ai singoli responsabili senza linee guida di alcun tipo e con pochissimi aiuti e controlli.

        Che dire poi dei soldi spesi per il vertice, cioè le Squadre Nazionali che hanno avuto scarsissimi riscontri positivi, e l’Ufficio Media e Comunicazione, il cui lavoro ha portato risultati che non sono oggettivamente e concretamente percepiti da nessuno.

        Le rare volte in cui la gestione di eventi è stata data ai territori, c’è stata un’organizzazione e una condivisione impeccabili, senza aiuti dalla Federazione centrale, come nel caso di Faenza (RA), per la partita Italia-Slovacchia, e nel caso di Padova, per la partita Italia-Serbia.

        Dove i responsabili hanno lavorato per dare spazio e voce ai territori, sono stati messi da parte e costretti alle dimissioni.

        I territori devono essere “coccolati” e non devono percepire la lontananza della sede centrale; i responsabili vanno interpellati, ascoltati, fatti partecipi e investiti realmente del ruolo di portatori delle richieste delle società.

        I responsabili territoriali devono essere designati dai referenti locali, avere delle linee guida su quello che devono fare, essere seguiti da qualcuno in Consiglio Federale, potersi muovere sui territori con progetti veri per divulgare lo sviluppo della pallamano.

        Soprattutto basta con i contentini e basta con i progetti inutili che non mirano veramente allo sviluppo della pallamano e con risultati non verificati continuamente.

        È sui territori che si sviluppa la pallamano, si amplia la platea dei praticanti (giocatori, tecnici, dirigenti), degli appassionati e si fanno arrivare, attraverso i numeri (VERI), gli “sponsor” per le manifestazioni.

        In parole povere, si deve fare quello che finora non è mai stato fatto!

Francesco Fanti