Circolari miracolose (ovvero la moltiplicazione silenziosa degli organi tecnici)

Qualcuno avrà certamente letto la circolare n.57 del 30 settembre scorso (di cui ad ogni buon conto riportiamo in fondo le prime due pagine), quella con gli elenchi di arbitri e commissari speciali nazionali. Molti avranno notato che è stata pubblicata con due mesi di ritardo rispetto ai tempi consueti, a campionati iniziati, ma ai più è certamente sfuggito che in assenza di decisioni del Consiglio Federale che cambiavano il Regolamento del Settore Arbitrale, peraltro da sottoporre al vaglio del CONI, l’Organo Tecnico Nazionale era stato nottetempo, per così dire, miracolosamente “allargato”. Quali sono infatti le norme del Regolamento del Settore Arbitrale che ci indicano a cosa corrisponde l’organo tecnico nazionale del settore? Le riportiamo fedelmente di seguito:

Articolo 3

Struttura nazionale

La struttura nazionale del Settore Arbitrale è composta da:

  • Presidente del Settore
  • Organo tecnico, organizzato in forma di commissione, composto da:
    • responsabile per i campionati di A1/M, A1/F e beach handball
    • responsabile per i campionati di A2/M e A2/F
    • responsabile per i Commissari Speciali e gli arbitri di tavolo

Le decisioni della commissione sono assunte collegialmente, a maggioranza dei propri componenti. Il Presidente del Settore e, su sua proposta, i membri dell’Organo tecnico, sono nominati dal Consiglio Federale all’inizio di ciascun anno sportivo, con incarico annuale rinnovabile, valutate le specifiche competenze maturate in ambito tecnico-organizzativo e tecnico-arbitrale.

Il Consiglio Federale può su proposta del Presidente del Settore:

  1. procedere al conferimento di specifici incarichi di natura tecnico-organizzativa, determinando compiti e durata degli incarichi
  2. costituire commissioni di studio, con specifici incarichi di proposta o consultivi

E’ del tutto evidente quindi che le tre figure indicate nella circolare come Organo Tecnico Nazionale, non corrispondenti ai designatori nazionali, non fanno parte dell’Organo Tecnico Nazionale e, per esempio, non potranno svolgere le attività a questo riservate dall’art.5, leggibile sotto, come pure non possono essere annoverati tra I Commissari Speciali di diritto, ovvero quelli previsti dall’art.10 del R.S.A., di cui pure riportiamo sotto uno stralcio:

Articolo 5

Organo tecnico della struttura nazionale

L’Organo tecnico nazionale è dotato di autonomia operativa e provvede per i ruoli di propria competenza:

  1. ad impartire agli Arbitri, ai Commissari speciali e agli Arbitri di tavolo le direttive specifiche per la loro attività
  2. alle designazioni degli Arbitri, dei Commissari speciali e degli Arbitri di tavolo
  3. alle valutazioni degli Arbitri, direttamente e avvalendosi dei Commissari speciali
  4. alle valutazioni dei Commissari speciali
  5. alle valutazioni degli Arbitri di tavolo
  6. a redigere, al termine dell’anno sportivo, la scheda di valutazione complessiva tecnica comportamentale per ciascun Arbitro, Commissario speciale e Arbitro di tavolo in relazione alle attività svolte durante l’anno

L’Organo tecnico nazionale assolve con continuità l’obbligo di informativa verso il Presidente del Settore sulle risultanze della propria attività.

ARTICOLO 10

Acquisizione della qualifica

Possono acquisire la qualifica di Arbitro, Commissario Speciale o Arbitro di tavolo, con le modalità di seguito precisate, tutti i cittadini italiani, quelli appartenenti all’Unione Europea ed extracomunitari (questi ultimi purché in possesso di permesso di soggiorno)….

  1. La qualifica di Commissario speciale si acquisisce previo esito positivo dell’esame finale di un apposito corso. I membri dell’organo tecnico nazionale sono di diritto Commissari speciali nazionali, quelli degli organi tecnici regionali sono di diritto commissari speciali regionali.

Consegnamo ai nostri lettori i soliti interrogativi: chi ha violato le regole? E, soprattutto, perché?

Stanislao Rubinetti