TRA IL DIRE E IL FARE…C’E’ DI MEZZO IL CONSIGLIO FEDERALE

Ricordate i dieci punti del Perimetro della pallamano in cui il Presidente federale si impegnava a raggiungere determinati obiettivi nei primi cento giorni? Al primo posto questo programma recitava:

IMPEGNO 1 – Portare in Assemblea un pacchetto di riforme statutarie, tra cui, al primo punto, la riduzione da 25 a 10 del numero degli affiliati per eleggere un Comitato Regionale.

          Questo impegno fondamentale è stato sicuramente uno dei punti focali su cui si è avuta una convergenza di un numero elevato di società, infatti questo avrebbe permesso a tutti gli affiliati di sentirsi più rappresentati e coinvolti. Di giorni ne sono passati più di 1.300, tale riforma non solo, non è mai stata deliberata, ma addirittura è stata negata a regioni che richiedevano l’autonomia con 22 società all’attivo. In pratica le società conquistate e sostenitrici di questo punto del perimetro si sono trovate sedotte ed abbandonate. Ora, dopo oltre 1.300 giorni di governo federale, a due mesi dalle elezioni, si vuole far credere che finalmente l’IMPEGNO 1 avrà applicazione pratica. Spiacenti! Siamo fuori tempo massimo! La cosa suona tanto di contentino elettorale.

          Se si parla di territori, gli unici progetti sono stati il “Levant Project” e quello relativo alle “Città Metropolitane”; quest’ultimo ha portato risultati interessanti solo ed esclusivamente nella città di Roma con la nascita di una società (che quest’anno presenta una squadra promozionale, due squadre giovanili agonistiche – U15 e U17 – e una squadra “Master”), un buon numero di tesserati, numerosi corsi per tecnici, distribuzione di materiale ed equipaggiamento sportivi, diversi interventi nelle scuole ed eventi divulgativi (CONI LAZIO, manifestazioni pubbliche e private, ecc.) e una quindicina di “Handball Days” presso il Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito. Il fallimento di questo progetto (eccetto Roma) è lampante, anche perché non solo non si sono ottenuti i risultati attesi, ma soprattutto perché vi è stata, in molti casi, una totale mancanza di rendicontazione costante e completa di ciò che si è ottenuto in seguito al finanziamento FIGH in zone come Milano, Genova, Napoli e il Ponente ligure. Possibile che nessuno debba rispondere dell’insuccesso di un investimento strategico? Era troppo complicato con i soldi a disposizione creare almeno una squadra “Under 13” e portare una relazione che spiegasse dove erano finiti i fondi?

          La verità è sotto gli occhi di tutti: fin dall’inizio i responsabili territoriali sono rimasti soli, senza guide e senza politiche adeguate a gestire i territori stessi, dimostrazione lampante che ciò che riguarda i territori non fa parte degli obiettivi chiave di questa “governance” federale.

          A fronte di tutto ciò il gruppo di Regola 19 propone i seguenti punti:

  • un Consigliere Federale che segua sistematicamente i Comitati e le Delegazioni Regionali;
  • politiche federali che tengano conto delle esigenze dei territori finalizzate all’incremento di società e tesserati (progetti con università, scuole, enti di promozione sportiva, ecc);
  • rappresentanti Regionali scelti tramite elezioni e non “calati dall’alto”;
  • sovvenzioni con rendicontazione mensile sui progetti dei territori attraverso le società;
  • creazione di una struttura di formatori regionali sia per la pallamano “indoor” che per il “Beach Handball”;
  • realizzazione di una struttura di selezionatori per le rappresentative Femminili e Maschili di “Indoor Handball” e “Beach Handball”;
  • programmare i raduni delle rappresentative di Area (anche quelli estivi) con largo anticipo e con criterio oggettivo;
  • organizzare i campionati di Area in modo tale da far crescere tecnicamente le squadre, e quindi i ragazzi, tramite un numero congruo di partite anche interregionali;
  • programmare per tempo e con criterio condiviso le finali regionali;
  • programmare un circuito per il “Beach Handball” nei mesi di giugno e luglio;
  • cercare bandi regionali per sovvenzionare i progetti e gli eventi.

          Ora, gli elettori alla prossima chiamata alle urne potranno seguire due strade: la prima è quella di continuare a credere che chi li ha coperti di promesse mai mantenute possa, come per incanto, ravvedersi e diventare ciò che non è stato per quattro anni, oppure dare spazio a chi, accortosi degli inganni, ha scelto la scomoda posizione di essere parte di un’opposizione, all’interno del Consiglio Federale, che chiedeva a gran voce il rispetto degli impegni presi (per opportuna verifica si leggano i verbali delle riunioni dei Consigli federali degli ultimi tre anni e mezzo).

          Io so per certo che essere continuamente menati per il naso è poco piacevole e che ad azioni uguali corrispondono risultati identici, perciò ritengo che non si possa più attendere il cambiamento, perché noi siamo il cambiamento che cerchiamo nel mondo (cit. Nelson Mandela).

Francesco Fanti