Il popolo della pallamano italiana

di STANISLAO RUBINETTI

Buongiorno e avanti tutta!

Solo belle parole posso spendere per il popolo della pallamano italiana, una comunità formata da persone abituate a lavorare duro, a soffrire, a non mollare mai. Sono orgoglioso di appartenere a questo movimento, anche e non solo per una bellissima caratteristica che lo contraddistingue: nonostante le innumerevoli e innegabili difficoltà che ormai attanagliano il nostro sport da decenni, gli appassionati della nostra amata disciplina continuano a provare emozioni positive nella pratica della pallamano.

Handball e basta!

Gli amanti della pallamano italiana sono come i tifosi di quelle squadre abituate da sempre a soffrire e a sudare tantissimo per la conquista di una vittoria in partita; li vedi indomiti a macinare chilometri dietro la loro squadra del cuore, a sostenerla a squarciagola dall’inizio alla fine sui gradoni degli stadi, ad abbracciarsi forte ad ogni goal, a sbandierare i vessilli e a cantare anche quando si è in pochi sugli spalti, a piangere e disperarsi per il dolore di una sconfitta all’ultimo secondo. Si, siamo proprio così: determinati a non mollare mai, a non arretrare di un centimetro, indipendentemente dalle amarezze, dai giocatori e i dirigenti che si alternano nel corso degli anni; a prescindere da tutto e tutti, la squadra si segue e si sostiene senza se e senza ma; è facile essere tifosi delle squadre che vincono sempre. Noi non siamo mercenari, abbiamo passione da vendere, proviamo ancora forti emozioni, in questo siamo un modello per tutti gli altri sport.

Non ci siamo mai abbattuti nelle difficoltà, abbiamo sopportato con dignità e onore amarezze e delusioni, ci siamo piegati ma mai spezzati, siamo caduti e sempre ci siamo rialzati.

Le parole formulate dall’ergastolano Henri Charrière (impersonato dall’attore Steve McQueen) nell’ultima scena del film “Papillon” (1973), sono per noi pienamente liberatorie e un monito per chi ci rema contro, rappresentano una battuta memorabile che rispecchia appieno il nostro modo di essere e di affrontare quotidianamente la vita sportiva.

Noi siamo vivi, noi siamo quelli della pallamano italiana!