OBBLIGHI DI PARTECIPAZIONE ALL’ATTIVITÀ GIOVANILE: VADEMECUM 2020/21 – Parte 4

di STANISLAO RUBINETTI

Buonasera e avanti tutta!

Riguardo alla partecipazione all’attività giovanile e in relazione alla prossima stagione sportiva, è cambiato poco rispetto alla stagione 2019/20 e con condizioni leggermente più restrittive (All. 1, All. 2).

Sostanzialmente sono state previste due modifiche:

  1. per quanto riguarda la serie B maschile, i “club” avranno l’obbligo di partecipare al campionato U15M e, quindi, non potranno più scegliere una tra le competizioni U15M-U17M-U19M; solo le società che non hanno preso parte nella stagione 2019/20 al campionato di serie B maschile, saranno obbligate a disputare uno solo tra i campionati U15M o U17M;
  2. in via transitoria, per l’anno sportivo 2020/21, i punti di penalizzazione possono essere, a richiesta della società interessata entro quindici giorni dalla data di emanazione del provvedimento disciplinare, commutati in sanzione amministrativa del valore di € 1.000,00 per ogni punto di penalizzazione del quale si chiede l’annullamento.

La condizione a) rappresenta un’ulteriore restrizione di cui, francamente, non se ne sentiva proprio il bisogno considerato l’attuale periodo di emergenza sanitaria; ciò è stato spiegato dettagliatamente in un articolo pubblicato su questo “blog” laddove, visti i risultati negativi ottenuti negli ultimi tre anni in merito al numero di squadre giovanili, si chiedeva di sospendere gli obblighi di partecipazione all’attività giovanile solo ed esclusivamente per la stagione 2020/21.

Come già anticipato tramite due lettere inviate dai Consiglieri Lattuca, Guidotti e Rubinetti al Consiglio Federale (lettere alle quali non è pervenuta alcuna risposta), nello stesso articolo SI PROPONEVA DI RIMODULARE l’attuale formula relativa agli incentivi e agli obblighi inerenti la partecipazione all’attività giovanile da parte di quelle società che hanno almeno una squadra di serie.

Niente! Inascoltati! Avanti Savoia! Avanti a percorrere una strada che, finora, non ci ha portato da nessuna parte.

Ma la cosa che stupisce di più è la possibilità di commutare i punti di penalizzazione in sanzione amministrativa; questa nuova regola, voluta dalla maggior parte del Consiglio Federale, sembrerebbe voler puntare decisamente a fare cassa.
E non solo! In questo modo, senza dubbio, si veicola il messaggio che i “club” economicamente più ricchi possono “bypassare” senza alcuna difficoltà una norma concepita per contribuire a risolvere un problema ormai cronico: la continua diminuzione del numero di squadre giovanili.

Non è questa la via maestra!