GEMELLAGGIO E TESSERAMENTO MULTIPLO: Vademecum 2020/21 – Parte terza

di STANISLAO RUBINETTI

Buonasera e avanti tutta!

Riguardo al “gemellaggio” tra società affiliate e al “tesseramento multiplo”, l’unica differenza rispetto alla scorsa stagione è l’inserimento “in via sperimentale, e limitatamente alla stagione sportiva 2020/21, del gemellaggio tra due società di serie B maschile, per il solo utilizzo di atleti appartenenti alle categorie Under 17 ed Under 19 nei corrispondenti campionati di categoria”; per il resto, sostanzialmente, tutto è rimasto invariato (Leggi qui).

Quest’ultima cosa lascia molto perplessi tenendo conto della continua diminuzione del numero di squadre giovanili negli ultimi tre anni; senza dubbio, modifiche più efficaci sarebbero state necessarie; a nulla è valso il maldestro tentativo di inserire la categoria U13 nell’attività agonistica, la risposta in termini di partecipazione ha rilevato risultati non apprezzabili (sei regioni su diciassette hanno risposto all’appello).

I Consiglieri Lattuca, Guidotti e Rubinetti, con una lettera inviata a tutto il Consiglio Federale il 7 maggio 2020, avevano esplicitato le seguenti proposte di modifica in merito alla formula del “gemellaggio” e del “tesseramento multiplo” per la prossima stagione sportiva (Leggi qui):

  • abolizione della condizione legata al rango delle società in modo che il “gemellaggio” possa consentire ad una società di utilizzare tesserati di un’altra società, cosiddetta gemellata, indipendentemente dal rango;
  • inserimento della categoria Under 15;
  • abolizione della categoria Under 13 nell’attività agonistica;
  • per ogni categoria d’età, inserimento di un numero massimo di giocatori che possano essere coinvolti (proposta: max 5 atleti).

Tali richieste, che sono la sintesi di una serie di confronti con numerosi tecnici e dirigenti della nostra penisola, evidentemente, non sono state approvate; non sono state neanche date risposte ufficiali, nulla di nulla; però, nel verbale della riunione del Consiglio Federale del 24 maggio 2020, si legge:” Il Presidente conclude la sua illustrazione ribadendo che i capisaldi osservati sono stati quelli di rispettare le linee guida fin qui seguite, ma adattandole alla eccezionale situazione venutasi a creare. (COVID-19)”

Francamente è poco per giustificare la conferma di queste regole alla luce dei negativi risultati di cui sopra.

Continuo a chiedermi chi sia l’autore di queste prescrizioni, chi abbia avuto queste intuizioni, chi goda realmente di eventuali ipotetici benefici e in base a quali confronti le stesse regole siano state confermate per un’altra stagione sportiva; qualcuno ha affermato, anche in via ufficiale, che tali formule siano frutto di proficui incontri con i sodalizi sportivi (videoconferenze), altri hanno replicato che non ci sia mai stato un reale confronto tra le parti ma che le videoconferenze siano state delle occasioni utilizzate dai vertici federali per formulare delle mere comunicazioni di servizio, sottolineando che tutto fosse già deciso, che tutto fosse già preconfezionato; io non ero presente, non sono stato invitato; a chi bisogna credere?

Comunque, alla fine dei conti cambia poco visti i risultati conseguiti in tre anni di attività; si conferma ancora una volta l’antica locuzione latina: “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”; non c’è altro da aggiungere.