Pino, il combattente

di Stanislao Rubinetti

    Buonasera e sempre avanti, mai fermarsi!

    È notizia di qualche giorno fa che il prof. Giuseppe Lo Duca ha passato il testimone della presidenza della Pallamano Trieste rimanendo, comunque, ancora a far parte del sodalizio giuliano. Ora io non riporterò una doverosa e meritatissima sequenza di elogi a Pino Lo Duca, molti altri lo hanno fatto e non vorrei mettermi in coda ed essere così scontato. Invece vorrei scrivere riguardo al Professore in base a quello che ho visto moltissime volte sui campi di gioco. Vorrei, per esempio, cominciare a ricordare quella famosa partita del 12 febbraio 1994, Conversano-Trieste, alla fine della quale ci fu un’invasione di campo da parte di un pubblico inferocito che voleva assaltare la squadra triestina (chiusa in difesa a mo’ di testuggine sulla propria panchina) a causa anche di presunti fatti avvenuti nella gara di andata. Oppure vorrei cominciare a scrivere di un’altra gara memorabile: la finale di ritorno del campionato di A1M, Siracusa-Trieste, giocata a Ragusa il 25 maggio 1996; dopo la conquista del tricolore, a fine gara, ebbi un duro battibecco con Lo Duca che rimproverava a me e al mio collega, Giovanni Bardella, il fatto di non aver visto la palla entrare in porta durante un’azione piuttosto veloce e di difficile interpretazione (il supposto goal non fu assegnato da noi arbitri). Entrambe le partite furono dirette dal sottoscritto e dal valido Bardella. Ma perché riporto alla mente queste due vicende? Perché sono la dimostrazione evidente e indiscutibile, e secondo me uno dei principali motivi delle numerose vittorie dei triestini, che la cosa più importante che ha trasmesso Lo Duca ai suoi ragazzi è il suo carattere e la sua personalità; è come se avesse modellato le sue squadre su due principi cardine: grinta e determinazione, qui non si molla! Ogni partita era, com’è giusto che fosse, la gara della vita e questo i suoi atleti lo dovevano capire fin da subito; per raggiungere il successo ci vuole, prima di tutto, una squadra di giocatori, non solo dotati dal punto di vista tecnico e atletico, ma votati al sacrificio e disponibili a combattere fino all’ultimo respiro. Questo si respirava durante le gare del Trieste di Pino Lo Duca e questo era quello che lui voleva senza se e senza ma.

Ecco perché il prof. Lo Duca è la personalità più vincente, sia come allenatore che come dirigente, della pallamano italiana, colui che ha vinto più di tutti. E allora tanto di cappello, professore! 

In un articolo apparso pubblicamente qualche giorno fa, il prof. Lo Duca ha affermato:”Io non mi allontanerò però. Divento presidente onorario. Penserete mica che mi stacchi dalla pallamano?”. È esattamente quello che volevamo leggere tutti noi perché la pallamano italiana ha ancora assoluto bisogno di una persona come te, Pino “il combattente”.