Emozioni e colpi di scena, il piacere della lettura

di LUCA MONTANARI

Dopo aver passato più della metà della mia vita nell’editoria e oltre quattro decadi nella pallamano, la mia passione per i libri e per la palla impeciata rasenta ormai il patologico e l’uscita di un testo che abbina le due cose suscita in me sempre molta curiosità. Così, come ogni anno, mi sono dilettato a leggere attentamente il vademecum 2020/21 pubblicato dalla FIGH, scoprendo che nella sua stesura l’autore ha inserito una serie di colpi di scena e trovate per tenere alta l’attenzione del lettore degni di un giallo di Carlo Lucarelli.

La caratteristica di un buon libro è quella di non essere mai banale, il lettore deve aver la curiosità di capire dove lo porterà la storia, cosa spinge un personaggio a fare una scelta anziché l’altra e quali sono le conseguenze che si avranno dalla decisione presa. Proprio per questo il nostro esperto autore nella stesura del bestseller pallamanistico che va sotto il titolo di Vademecum 2020/21 non ha banalmente lasciato le categorie come tutti si aspettavano, ma con un vero colpo da maestro ha inserito la possibilità di far giocare, in via del tutto eccezionale e solo per quest’anno, i 2001 nell’U19 maschile e le 2000 nell’U20 femminile (oltre a dare la possibilità ai ’99 di poter passare da una prima ad una seconda squadra seniores). Ora ad un lettore limitato potrebbero sembrare scelte scellerate avendo creato così una categoria femminile che racchiude la bellezza di quattro annate (2000-01-02-03) ed una maschile che ne racchiude tre (01-02-03) con i 2001 che si ritrovano per la quarta volta in cinque anni al limite di categoria togliendo così la possibilità, a chi ha un gruppo forte di 2002, di giocare per obiettivi importanti; qualcun altro potrebbe obiettare che ci troveremo con i 2003 che rischiano di giocare molto poco essendo chiusi da giocatori e giocatrici di due o tre anni più grandi, rischiando così di smettere o non essere pronti quando il prossimo anno usciranno contemporaneamente di categoria sia i 2001 che i 2002, in realtà l’autore vuole solo tenere stimolata la fantasia di dirigenti ed allenatori che così potranno inventare soluzioni empiriche per risolvere il problema. Mi raccomando, che nessuno pensi che se si voleva dare la possibilità di portare a conclusione il ciclo bruscamente interrotto dal Covid-19 si doveva fare con tutte le categorie e non solo con una, perché l’autore sarebbe stato troppo banale e prevedibile!

Altro strattagemma utilizzato dall’autore per tenere alta l’attenzione del lettore lo si trova nel capitolo dedicato all’U15 maschile, infatti, dopo aver imposto l’obbligo per tutte le squadre seniores di iscrivere una squadra in questa categoria (con la sola possibilità di scelta tra 15 e 17 per le squadre di nuova iscrizione in serie B), l’autore ha inserito un incentivo di 500 euro per ogni team che iscriva una compagine in questa categoria per società di A2, B e giovanile maschile. Siete stati attenti? No, non mi riferisco all’utilità di incentivare una categoria obbligatoria per chiunque abbia una squadra seniores anziché farlo su una categoria opzionale per cercare di spingere ad aumentare il numero delle squadre iscritte, ma alla mancanza di incentivo per tutte le squadre che hanno una seniores femminile e che magari andando nelle scuole hanno creato un gruppo di U15 maschile. Dai su, scrivere che si da un incentivo a tutte le società che iscrivono una u15 maschile sarebbe stato troppo banale e scontato!

E che dire della meravigliosa capacità dell’autore di creare formule varie e mai uguali nei campionati giovanili? Sarebbe troppo banale trovare un modello che possa funzionare per tutte le categorie dall’under 13 all’U20 femminile, per non rendere la lettura piatta, così ci si ritrova improvvisamente davanti ad una seconda fase a gironi a sorteggio con concentramenti che impegneranno per 4 giorni presso le sedi di società meglio classificate della Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia e Puglia da cui usciranno le magnifiche otto che si giocheranno il titolo in un altro concentramento di 4 giorni alcune settimane dopo, il tutto con una compressione dei campionati territoriali in un periodo che va dal 24 ottobre all’11 aprile. Se state pensando all’aumento dei costi e alla possibile difficoltà da parte delle teste di serie di poter ospitare i concentramenti di cui sopra è solo perché siete poco fantasiosi o fan di altri autori.

Però, devo dire la verità, il momento che mi ha catturato il cuore è quello in cui l’autore nel capitolo delle sanzioni a più riprese cita i campionati U21 maschili e U19 femminili (campionati inesistenti) dimenticando di citare l’U20 femminile, o quando fissa una scadenza di iscrizione a settembre 2019…. Si mi ha tanto ricordato il mio amatissimo Giorgione che nel 2016 ad una visita per l’accompagnamento alla domanda “in che anno siamo?” rispose candidamente “1955”