CIRCOLARE FIGH N.27/2020 DEL 25 MAGGIO 2020 CORSO ALLENATORI IAP-IAG-1° LIVELLO E PIANO DI AGGIORNAMENTO

di Stanislao Rubinetti

Buongiorno e andrà tutto bene!

    Ad integrazione delle ottime osservazioni formulate dal prof. Bartolini nell’articolo pubblicato sull’argomento relativo al nuovo piano di formazione e aggiornamento della FIGH, vorrei sottolineare alcune ulteriori considerazioni.

    Andiamo ad analizzare alcuni punti relativi alla Circolare FIGH n.27 del 25 maggio 2020

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Blocco 2 – Arbitri/Teoria dell’allenamento

Sarà gestito dal settore arbitrale per 3 moduli (6 ore), in cui si affronteranno le basi del Regolamento di gioco agonistico,    e per 5 moduli (10 ore) da formatori dell’Area Formazione e dell’Area Performance FIGH e/o da formatori CONI, che si occuperanno delle basi teoriche dell’apprendimento, dello sviluppo motorio, delle capacità coordinative, e di progettazione e valutazione dell’allenamento.

    Nel 2017 la FIGH (come per altre federazioni) ha firmato un protocollo, a livello nazionale, con la Scuola dello Sport del CONI; in base a ciò, la nostra federazione aderiva alla proposta di questo ente in merito all’inserimento, all’interno dei corsi per i tecnici di pallamano, di un certo numero di ore (dieci per il corso di 1° livello) gestite direttamente da formatori CONI nell’ambito dello SNaQ, cioè il quadro generale di riferimento adottato dal CONI per il conseguimento delle qualifiche degli operatori sportivi e per la loro certificazione; il programma previsto è esattamente quello indicato nella suddetta circolare (apprendimento, dello sviluppo motorio, delle capacità coordinative, e di progettazione e valutazione dell’allenamento). Ovviamente i predetti formatori, dipendendo direttamente dalla Scuola dello Sport del CONI, sono retribuiti direttamente da quest’ultima. Nella Circolare FIGH n.27/2020, invece, sembrerebbe di capire che questo programma potrebbe essere gestito da formatori dell’Area Formazione FIGH e dell’Area Performance FIGH. Senza nulla togliere alla bravura e alla preparazione di questi ultimi, non è opportuno retribuire nuove figure professionali (anche se sottoposte a un contratto annuale con la FIGH) per una prestazione d’opera che può essere svolta, tranquillamente e direttamente, dal CONI a proprie spese e, in ogni caso, appare fuori luogo e inopportuno far svolgere un programma didattico progettato e programmato da un altro ente (La Scuola dello Sport appunto) da formatori che non appartengono ufficialmente a quest’ultimo. L’adesione allo SNaQ permette inoltre di essere al passo delle altre Federazioni Sportive Nazionali nell’ambito della formazione motoria di base e dei relativi aspetti formativi.

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NOTE:

Ciascuno dei blocchi prevede moduli frontali e moduli a distanza “elearning/videoconferenza” (50% e 50% per l’intero corso di Livello 1).

    Perché non sono specificati, in maniera chiara e inequivocabile, quali sono gli argomenti da trattare con i moduli frontali e quali con i moduli a distanza? O questa cosa la conosce solo un ristretto numero di persone? In tal caso, non potrebbe essere pubblica?

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Nota bene: gli allenatori che hanno svolto funzioni di relatore almeno in occasione di un workshop organizzato a livello nazionale, acquisiscono un numero di crediti formativi pari ad 1 (uno) per 2 ore di docenza, 2 (due) per 4 ore di docenza, ecc.

    Con questa condizione, solo per il fatto di svolgere la funzione di relatore, si acquisiscono crediti formativi relativi al proprio aggiornamento. Quindi implicitamente si accetta l’idea che un formatore, anche se dice pubblicamente delle eresie dal punto di vista didattico (workshop a livello nazionale), possa acquisire crediti formativi senza aggiornarsi. In altre parole, un formatore potrebbe acquisire un numero di crediti che gli permetterebbe di essere esente dall’aggiornamento; questa cosa sarebbe inaccettabile in qualsiasi istituto il cui scopo è quello di creare programmi costruttivi dal punto di vista delle competenze, dell’educazione e della personalità. È forse una regola che consente a qualche formatore un po’ “pigro” di “bypassare” il suo dovere di aggiornarsi, sempre e comunque, molto più dei suoi discenti? È questo un messaggio che può avere una valenza educativa, etica e professionale? Il formatore è colui che si aggiorna continuamente per riuscire a trasmettere ai colleghi le nuove conoscenze e metodologie. Come tutti gli insegnanti deve dare l’esempio.

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Categorie esentate dall’obbligo di acquisizione dei crediti:

  • membri della commissione tecnica allenatori,
  • allenatori che ricoprono il ruolo di capo allenatore delle selezioni nazionali, anche giovanili,

    Vale anche in tal caso ciò che è scritto nel punto precedente. Qual è il criterio per cui i membri della Commissione Tecnica Allenatori e quelli dello ”staff” delle squadre nazionali dovrebbero essere esentati dall’obbligo di acquisizione dei crediti? È questa una condizione ad hoc per alcune particolari persone?     Anche qui, dal punto di vista professionale, che tipo di messaggio si invia a tutta la categoria degli allenatori?

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In caso di non ottenimento dei crediti entro il 30 giugno 2021, il rinnovo del tesseramento personale per l’anno successivo sarà soggetto al versamento di un contributo di tesseramento pari al triplo di quello ordinariamente dovuto.”

    L’aggiornamento non deve mai essere sostituito da un mero contributo economico; esplicitamente, si sottintende il concetto che, con i soldi, si possa eludere qualsiasi cosa anche l’aggiornamento delle competenze; è questo il modo per invogliare le persone ad aggiornarsi? La formazione deve essere qualcosa che ti aiuta a crescere e ad essere un allenatore migliore. Ai bambini si richiede la competenza chiave dell’UE di “imparare ad imparare” (Learning to Learn) che è la traduzione di “aver voglia di imparare e di crescere”! Come mai non deve funzionare con alcuni adulti particolari? Se viene ritenuto indispensabile per la formazione professionale, l’aggiornamento deve essere svolto con sessioni di recupero, anche in tempi diversi.

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Deroghe per allenatori non in possesso del livello prescritto

Qualora un allenatore non sia in possesso del livello prescritto per uno specifico campionato (per il quale una Società intende richiedergli la licenza), la Federazione, a seguito di espressa richiesta da parte della Società interessata, può concedere deroga annuale (da Livello 1 a Livello 2, o da Livello 2 a Livello 3). …

    Si spera che questa deroga non possa essere applicata per più di un anno obbligando, in tal modo, il tecnico a prendere la qualifica relativa al livello prescritto.

    Vorrei ribadire, infine, alcuni concetti espressi già in maniera chiara ed esauriente dal prof. Bartolini; lo faccio solo per confermare il mio totale accordo riguardo al punto di vista espresso.

    La condizione per cui la formazione relativa al corso di tecnico di 1° livello possa essere seguita a distanza (50%), dovrebbe essere applicata temporaneamente solo per questo periodo di emergenza sanitaria e non in maniera definitiva; come dice il prof. Bartolini, in questo caso, “la didattica a distanza non può essere sostitutiva ma complementare alla lezione frontale”. Il fatto che la formazione e l’aggiornamento debba essere condotto prevalentemente “sul campo”, è un’indicazione chiara e precisa della “Scuola dello Sport” del CONI.

    La sensazione netta è che, con la Circolare FIGH n.27/2020, si sia compiuto un atto che indirizza verso un percorso di bassa qualità, improntato sul concetto di “ottenere tutto e subito”, di depauperare le linee guida di base dal punto di vista tecnico/tattico e di “bypassare” più facilmente l’aggiornamento delle competenze tramite l’aumento dei contributi nelle casse federali.