di Stanislao Rubinetti

Buongiorno e andrà tutto bene!

Dal confronto dei due documenti che abbiamo allegato alla prima parte di quest’articolo e dalla lettura del comunicato della Giunta Nazionale del Coni pubblicato il 14 maggio 2020, sorgono spontanee alcune domande e considerazioni.

  1. I campionati della prossima stagione NON saranno a “tasse zero”, questo ormai l’hanno capito anche i sassi, per il semplice motivo che la quota dei contributi federali relativa alla stagione 2019/20 e alle partite non giocate a causa dell’emergenza sanitaria, sarà utilizzata dalla FIGH per coprire le spese relative alle attività sportive della prossima stagione; dalla FIGH, quindi, NON è stata effettuata la “restituzione del dovuto” alle società così come hanno, doverosamente e giustamente, fatto altre federazioni (per es. la FIP) che hanno riconsegnato questi contributi nei conti correnti privati dei sodalizi sportivi; quest’ultima scelta, virtuosa, ha evitato episodi di sperequazione nei confronti dei “club” e ha permesso agli stessi di avere liquidità per affrontare la prossima stagione con maggiore serenità.
  2. A causa della decisione della FIGH relativa al punto 1, le società che attualmente hanno squadre in serie superiore e opteranno, per la prossima stagione, per i campionati di serie minore, usufruendo quindi di “bonus” di entità inferiore, o quelle che decideranno di non fare attività sportiva agonistica, perderanno, in parte o in toto, i contributi già anticipati. O no? Finora, in merito a ciò, nulla è stato comunicato dai vertici federali.
  3. Nel documento inviato dalla FIGH alle società, si riporta testualmente:”Attraverso i suoi canali ufficiali, ma anche e soprattutto attraverso una serie di videoconferenze costanti con i Club e con i rappresentanti dell’attività territoriale, la FIGH porta avanti una costante attività di informazione e di condivisione in merito alle proprie scelte”. Ritengo che non si possa parlare di condivisione quando c’è solo una mera comunicazione di decisioni già prese (da chi?).
  4. Il contributo fornito alle federazioni dal CONI in relazione alla preparazione olimpica, è una quota specificatamente dedicata all’attività delle squadre nazionali e non può essere utilizzata per altre attività federali (almeno fino ad ora, è stato cosí). Dall’articolo della Gazzetta dello Sport, si riportano le parole del Presidente del CONI, Dott. Giovanni Malagò:” La Giunta del Coni ha dato il via libera, anzi ha invitato tutti gli organismi sportivi, a trasferire tutte le voci presenti nel bilancio preventivo per la preparazione olimpica, vale a dire per l’alto livello, a favore dell’associazionismo, dunque delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche. Qualche Federazione l’ha già fatto. Ora c’è un preciso indirizzo del Coni su cui vigileremo. Del resto molti eventi sono impossibili da organizzare, vista la situazione. … Molte manifestazioni e molti impegni come l’Olimpiade che erano a carico del Coni non sono possibili da praticare e quindi a cascata trasferte, ritiri, ritiri, premi, integrazioni di giudici, arbitri, commissioni tecniche ecc. tutte devono essere trasferite. Qualche federazione l’aveva portata avanti, ora c’è una precisa presa di posizione del Coni, su cui noi vigileremo”. In buona sostanza, i soldi della preparazione olimpica, su indicazione del CONI, almeno per la prossima stagione sportiva, possono essere utilizzati per coprire i costi delle altre attività federali (per es. i campionati nazionale e di Area).
  5. Insomma e in buona sostanza, per coprire i mancati introiti dovuti all’assenza del versamento dei contributi federali da parte degli associati, la FIGH attingerà in tutto o in parte:
  • ai contributi già versati dalle società nella stagione 2019/20 (gare non disputate);
  • ai contributi eccezionali di “Sport e Salute/CONI” inerenti la preparazione olimpica;
  • ai contributi di “Sport e Salute” che vengono normalmente dedicati all’attività sportiva nazionale;
  • ai contributi di enti istituzionali come Stato, Regioni, ecc. (arriveranno?)
  • ad eventuali contributi derivanti da contratti di abbinamento pubblicitario (idem come sopra: arriveranno?).

6. Insomma, “diamo a Cesare quel che è di Cesare …”. La manovra da parte della FIGH NON è un “Piano Marshall” attuato, in maniera autonoma e indipendente dal punto di vista economico, a causa dell’attuale situazione d’emergenza sanitaria ma è un ATTO DOVUTO compiuto analogamente da altre (molte) Federazioni Sportive Nazionali con il contributo essenziale degli enti “Sport e Salute” e CONI. Da parte della nostra federazione c’è, però, una palese aggravante che getta un’ombra inquietante sulla vicenda: per coprire la parziale assenza di entrate relativa alla prossima stagione, la federazione usufruirà dei contributi federali versati anticipatamente dalle società (con ulteriore evidente vantaggio economico legato agli interessi bancari – n.d.r. 380.000Euro – , vedere il punto 8) contributi che avrebbe dovuto, in realtà, restituire loro.

7. Ancora, dal documento inviato dalla FIGH alle società, si riportano testualmente le parole del Presidente Federale, dott. Pasquale Loria:” Siamo in presenza di unamanovra importante che in virtù dell’importo è da considerare senza precedenti, prodotta in totale autonomia“. Questa affermazione stona in maniera evidente con quanto riportato nei punti precedenti. Che senso ha dire che la manovra è stata prodotta in totale autonomia? La sostanza del discorso è che, finora, la FIGH può coprire il buco di bilancio grazie agli interventi degli associati (non è il caso di altre federazioni) e di “Sport e Salute/CONI” (come tutte le altre federazioni). Inoltre il Presidente Federale afferma:”Resta viva la filosofia di fondo che ci ha guidato e ci guiderà in ogni azione e decisione: “Dare per Fare”. In concreto, cosa ha dato esattamente, finora, la FIGH? Francamente non è chiaro.

8. Analizziamo i numeri a pag.7 del documento inviato dalla FIGH alle società. Perché non è indicato in dettaglio come escono questi numeri? In questo modo si offre una sgradevole sensazione e cioè che siano state riportate delle cifre a caso. Per esempio, come esce la quota pari a 325.500Euro indicata come “tasse federali residue dei club 2019/20”? Come affermato dal Presidente Federale, questa quota è la somma del residuo dovuto alle società che hanno svolto attività nazionale (circa 185.000Euro) nella stagione 2019/20 e di quello dovuto alle società che hanno svolto attività di Area (circa 140.000Euro). Dalle tabelle pubblicate nella sezione statistiche del “blog” di Regola 19, si evince che la prima cifra NON è corretta, dovrebbe essere pari a circa 210.000Euro. Inoltre, tenendo presente che la maggior parte dei campionati di Area si sono interrotti a metà stagione sportiva e che dovevano essere disputate ancora un numero di gare pari alla metà di quello indicato nei diversi calendari, anche la seconda cifra dovrebbe essere sottostimata (NON 140.000Euro, corrispondente a un terzo delle gare indicate dai vari calendari, ma intorno a 170.000Euro-180.000Euro, corrispondente alla metà delle gare indicate nei calendari dei vari campionati). Insomma, il totale dovrebbe essere, come minimo, 380.000Euro e non 325.500Euro; quindi, ci sarebbe da rilevare un errore di circa 55.000Euro-65.000Euro nei calcoli effettuati dalla FIGH; la differenza non è irrilevante! E infine, si ripete la domanda, come sono state tirate fuori le altre cifre (per es. 1.685.600Euro)? Comunque siamo pronti ad accettare qualsiasi precisazione e rettifica da parte di chi non è d’accordo con questa analisi.

9. Tenendo conto che ci potranno essere delle Aree che, attualmente, NON hanno le necessarie coperture economiche per far fronte all’intera stagione, come saranno distribuiti i contributi da parte della Federazione centrale ai territori? Quali saranno i criteri di spesa che dovranno seguire i Responsabili di Area e i Designatori Arbitrali per far fronte alle necessarie richieste d’integrazione economica dei conti correnti di Area?

10. E infine, last but not least, parlando di “spending review”, vogliamo dare un esempio incoraggiante ai nostri associati affiliati e aderenti? Vista la situazione critica ed emergenziale che attanaglia tutto il nostro movimento sportivo, non sarebbe il caso che i dirigenti e i tecnici federali, come anche i collaboratori esterni, si decurtino volontariamente una parte del loro onorario?

Queste domande e considerazioni, come al solito, saranno interpretate da qualcuno come normale propaganda elettorale, “come valutazioni eccessive e portate all’estremo, come un esempio in cui i dati possano essere valutati a proprio piacimento secondo la lente che si utilizza e lo scopo che si persegue” come ha scritto qualcuno; in risposta a queste persone, rivolgo solo una semplice e banale domanda: ma è così difficile accettare con serenità e onestà intellettuale i risultati oggettivi conseguenti all’analisi di numeri oggettivi?