di Stanislao Rubinetti*

Oggi torniamo a parlare di Settore Arbitrale. Dopo il primo taglio realizzato nel bilancio preventivo 2020 riguardo agli stanziamenti destinati al Settore Arbitrale, revisione deliberata nella riunione del Consiglio Federale di gennaio, si è avviata una campagna acquisti nazionale per il reclutamento di nuove giovani leve arbitrali.

Non vi sarebbe nulla di male, se non che l’idea sarebbe di reclutare i nuovi arbitri tramite corsi fatti… in videoconferenza!

È vero che, già da qualche tempo, per ovviare alla cronica carenza di vocazioni arbitrali (come tutti sanno, il numero degli aspiranti arbitri è sempre stato ai limiti della sufficienza non essendosi mai raggiunti livelli pienamente soddisfacenti), i corsi si svolgevano in soli due giorni (talvolta anche in uno solo), cui spesso si accompagnava la visione di una gara dal vivo e, nonostante ciò, non si riusciva mai a fare il pieno in termini di partecipazione; si era, però, già al minimo consentito che veniva poi irrobustito dall’accompagnamento di arbitri veterani fin dai primi passi sul campo (e, con qualche strana eccezione, pure dalle tribune… ).

Ora, pensare di fare un corso interamente in video ci sembra veramente troppo.

E per cosa poi? Per cercare di reclutare arbitri in un momento in cui non servono e, verosimilmente, serviranno meno anche più avanti visto che non ci si aspetta certo un aumento dell’attività sportiva? Inoltre, uno degli effetti della spending review comunicata dal Presidente Federale, non sarà forse quello di ridurre l’utilizzo di coppie di direttori di gara, che porterà, pertanto, anche alla riduzione delle designazioni arbitrali?

Saranno formati in remoto e li vedremo sul campo per la prima volta forse tra sei o sette mesi, quando avranno dimenticato tutto e magari non avranno neanche più voglia e interesse.

Probabilmente si ignora che il tasso di abbandono è alto soprattutto nelle prime fasi successive alla frequentazione del corso (molti sono atleti-giocatori e alla fine preferiscono giocare invece di arbitrare); e comunque, cosa ci si potrà mai aspettare da chi scenderà in campo (in uno sport, si badi, veloce e di contatto!) molti mesi dopo aver svolto la formazione per giunta solo in modo virtuale?

PROPOSTA

Con spirito costruttivo, a tutela del movimento, appare doveroso formulare una PROPOSTA, vale a dire utilizzare, in questo periodo di emergenza nazionale, le videoconferenze, che sono uno strumento tutt’altro che inutile, per programmare lezioni di aggiornamento che interessino gli arbitri attualmente già in attività (soprattutto su quegli argomenti che sono considerati di particolare importanza nella conduzione di una gara), seguendo quanto già si fa nei corsi di aggiornamento dei settori arbitrali di sport di squadra ben strutturati, nei quali lo strumento della proiezione delle fasi di gara salienti è largamente utilizzato.

*ex Arbitro Internazionale