Fallimento in partenza – Circolare FIGH N.17/2020 del 5 aprile 2020/parte 2

di Stanislao Rubinetti
Consigliere Federale FIGH

Ho letto con molta attenzione la comunicazione del Presidente Federale apparsa l’8 aprile 2020 sul sito WEB della FIGH e, francamente, resto molto perplesso su quanto da lui scritto e riportato più volte in varie videoconferenze.

A quanto pare, si starebbe realizzando un piano d’azione, che dovrebbe “garantire a tutti gli Affiliati una stagione a tasse federali zero”; il piano in questione si sviluppa in tre fasi:

  1. la prima è già stata avviata e consiste nel “riportare, alla stagione 2020/21, l’equivalente delle tasse federali già versate e che avrebbero coperto i costi di gestione dell’ultima parte dei campionati poi dichiarati sospesi”; in tal modo, nella prossima stagione, “gli Affiliati non dovranno versare la quota di affiliazione, la prima rata d’iscrizione ed il contributo per la comunicazione ove previsto”;
  2. la seconda fase riguarderà la riprogrammazione, …. e la conseguente riformulazione del bilancio preventivo, dove dovranno essere individuate nuove risorse … per coprire altre rate dei contributi federali dovuti dagli Affiliati a copertura dell’intera stagione 2020/21”;
  3. la terza e ultima fase “riguarderà eventuali nuovi flussi finanziari provenienti dal Governo, che dovranno contribuire a garantire, …, forme di sostegno progressive anche alle attività regionali e promozionali (progetti scolastici), a tecnici ed atleti, a partire da quelli di interesse nazionale, secondo forme che saranno successivamente individuate”.

In buona sostanza, nella prima fase, il Consiglio Federale a maggioranza ha deciso di attingere alle risorse già versate dalle società, chiedendo indirettamente alle stesse di fare uno sforzo economico in partenza così come lo fa la Federazione che avrà inizialmente “uno sbilancio già potenzialmente imputabile al bilancio federale di oltre 65.000Euro” (peccato che una parte di tale sbilancio, pari ad oltre 40.000 Euro, sia stato prodotto dagli impegni di spesa per consulenze legali, votati dal Consiglio federale a maggioranza il 5 aprile 2020, che si potevano e dovevano assolutamente evitare in questa fase – ma su questo sarà necessario tornare in prossimi articoli).

Lo sforzo richiesto dal Consiglio Federale è già stato fatto dalle società, perché queste ultime hanno già effettuato il pagamento dell’ultima rata dei contributi federali per la s.s. 2019/20 in quanto l’ultima parte dell’attuale stagione è stata di fatto annullata; le società quindi hanno già pagato di tasca propria la gestione della prima fase senza alcun contributo della Federazione che, di fatto, finora, non ha agevolato in alcun modo le società.

Possiamo, quindi, affermare con certezza che il piano d’azione federale esposto sopra (obiettivo “tasse federali zero”) è già fallito in partenza, perché non solo le società hanno già pagato i contributi federali, ma lo hanno fatto con largo anticipo rispetto all’inizio della prossima stagione subendo così un doppio danno: economico per la perdita d’interessi bancari (di cui usufruirà la FIGH) e organizzativo perché non avranno, da subito, una piccola base economica da cui partire senza alcun condizionamento di sorta (come l’iscrizione obbligatoria al prossimo campionato).

Questo discorso l’ha capito bene la Federbasket che, a livello nazionale e territoriale, ha comunicato direttamente alle società la restituzione di tutti i contributi economici federali già versati dalle stesse e corrispondenti alle gare non disputate nell’attuale stagione; inoltre (udite! Udite!), la FIP, dimostrando piena fiducia nelle proprie società che sono accompagnate nella crisi, provvederà alla liquidazione diretta sul conto corrente bancario privato di ogni società e NON sul borsellino elettronico o sulla scheda contabile federali relativi alla stessa; insomma, come a dire, la FIP offre la possibilità alle società di ripartire con una piccola base economica che è dovuta e che permetterà loro di vedere una luce in fondo al tunnel, senza che ci sia qualcuno che imponga dall’alto scelte obbligate; le società decideranno a quali campionati iscriversi in base a quello che hanno in cassa.

Non occorre poi essere esperti di contabilità per capire che la fase 2 e la fase 3 non esistono perché si basano su risorse finanziarie dirette di cui non c’è alcuna certezza che saranno incassate. È gravissimo che si lasci passare per programmazione quelle che sono, in realtà, delle mere speranze. Peraltro, solo per fare un esempio, quanto ai contributi governativi, capitolo tutto aperto e solo potenziale, ove si trattasse solo di crediti di imposta e forme di agevolazione fiscale, si comprende agevolmente che tali strumenti non determineranno alcun afflusso di nuova liquidità mentre le stagioni agonistiche e la gestione delle squadre si possono programmare solo se c’è certezza di liquidità immediata.

Altro capitolo è il fatto che la FIGH non disponga più di un “tesoretto”, sotto forma di una sorta di avanzo di cassa, come lo aveva il giorno delle ultime elezioni (12 marzo 2017); di quello relativo alla precedente “Governance”, da vari esercizi si è ormai persa traccia perché utilizzato (come?) dall’attuale dirigenza federale. Se ora avessimo avuto un tesoretto, sicuramente il Presidente Federale avrebbe comunicato la relativa entità alle società, assicurando un congruo contributo economico per abbassare le tasse il prossimo anno. Cosa è stato fatto in questi ultimi tre anni per NON avere più un “tesoretto” di emergenza? Un contributo che, di questi tempi, avrebbe fatto molto comodo.

E infine la nota più dolente: non si è assolutamente parlato di “spending review” all’interno delle strutture federali; non si è mai trattato di questo argomento in nessuna sede.

Fermo restando che gli stipendi dei dipendenti (quelli erogati da “Sport e Salute”, per capirci) NON si toccano, forse sarebbe il caso di ribassare alcuni costi di spesa relativi a rimborsi chilometrici, riunioni dislocate su e giù per l’Italia, presenze inutili in varie manifestazioni sportive nazionali e internazionali, contratti (anche quelli relativi a collaboratori sportivi e consulenti esterni) e convenzioni di varia natura, missioni esterne di alcuni dipendenti e altro ancora; forse sarebbe stato il caso di cominciare a fare questo già dalla riunione del Consiglio Federale di domenica 5 aprile 2020 per dare un segnale forte e rassicurante alle società.

Con questo inizio di piano d’azione programmato dalla FIGH, non mi pare che il comprensibile grido di allarme lanciato dagli Affiliati sia stato raccolto dal Consiglio Federale.

Le società hanno bisogno di certezze per ripartire e, per ora, NON ne hanno.

Bisogna ammetterlo.


venerdì 10/04/2020 ore 14.30