Tre argomenti diversi, un collante comune

Buongiorno e sport per tutti!
Oggi vorrei trattare tre argomenti che hanno un unico denominatore comune: l’assenza di confronto.
Per la pallamano italiana, si è chiuso un anno che ha lasciato, quanto meno, perplessità e dubbi in molti appassionati del nostro sport.
Si poteva fare meglio? Si è fatto il massimo riguardo alle proprie possibilità? Cosa si sarebbe potuto e dovuto fare?
Credo che, nei primi nove mesi di lavoro dello “staff” di Regola 19, siano stati pubblicati un numero sufficiente di articoli per offrire degli indirizzi ben precisi in modo da ottenere soluzioni alternative; chi si ostina ad affermare che siano state formulate solo critiche negative e nessuna soluzione, mente sapendo di mentire; fermo restando che, molte volte, nelle valutazioni negative prospettate sono implicite, talvolta ben chiare ed evidenti, le alternative proposte.
Noi continueremo a elaborare un’analisi critica basata su dati certi per esprimere delle scelte operative in senso positivo; chi è predisposto a non ascoltare e a non confrontarsi, non può che trovare sbagliato tutto ciò che facciamo, magari utilizzando parole come “personalismo”, “arrampicatore sociale”, “carrierista”, ecc.
Un confronto costruttivo sarebbe opportuno invece di persistere caparbiamente a dimostrare di essere i depositari della verità facendo finta di non vedere le soluzioni proposte.
C’è un’altra questione che mi preme sottolineare e che è una costante nel movimento della pallamano italiana; è un tema che è stato sempre trattato durante i numerosi colloqui che ho avuto, finora, negli ambienti della nostra disciplina e della penisola italiana (i cosiddetti “territori”): lo scollamento tra il vertice e la base. I referenti locali lamentano la completa assenza dei vertici federali sui “territori” e, conseguentemente, la mancanza di ascolto e confronto diretto.
Ribadisco però, ancora una volta, un concetto in tal senso: attenzione alle “inversioni di marcia” dell’ultimo momento, sono le più pericolose perché motivate da un fine meramente elettorale.
Infine, mi rivolgo a coloro che, nel loro persistente atteggiamento teso a evitare il confronto (ricordate? “Trasparenza e partecipazione” era il motto che accompagnava l’ultima campagna elettorale), continuano a propagandare la teoria che tutto va a gonfie vele e la strada percorsa è quella giusta, dimenticando di suffragare con dati certi e inconfutabili le loro imbarazzanti certezze: se in una piramide si continua ininterrottamente a far salire il vertice e diminuire l’area di base, il solido di partenza non sarà più lo stesso, la figura geometrica sarà completamente diversa, anzi tenderà a scomparire insieme a tutti i suoi contenuti.
Auguro al nostro sport, quello che tutti noi amiamo (TUTTI!), un futuro migliore; ce lo meritiamo.

Stanislao Rubinetti

THREE DIFFERENT TOPICS, ONE COMMON GLUE.

Good morning and sport for everyone!
Today I would like to deal with three topics that have a single common denominator: the absence of comparison.
For the Italian handball, a year ended which left, at least, perplexity and doubts in many fans of our sport.
Could it be done better? Have we done your best concerning our possibilities? What could and should have been done?
I believe that, in the first nine months of work of the “staff” of Rule 19, enough articles have been published to offer specific guidelines in order to obtain alternative solutions; those who persist in affirming that only negative criticisms have been formulated and no solution, lie knowing that they are lying; it being understood that many times the proposed alternatives are implicit, sometimes quite clear and evident, in the published negative evaluations.
We will continue to develop a critical analysis based on reliable data to express operational choices in a positive sense; those who are predisposed not to listen and not to confront each other, can only find wrong everything we do, also using words such as “personalism”, “social climber”, “careerist”, etc.
A constructive comparison would instead be appropriate instead of persisting stubbornly to prove that you are the custodians of the truth by pretending not to see the proposed solutions.
There is another topic that I want to underline and that is a constant in the movement of the Italian handball; it is a theme that has always been treated during the numerous talks that I have had, so far, in the circles of our discipline and the Italian peninsula (the so-called “territories”): the disconnect between the top and the base. The local representatives complain about the complete absence of the federal summits on the “territories” and, consequently, the lack of listening and direct confrontation.
However, I repeat once again a concept in this sense: attention to the “driving reversals” of the last moment, they are the most dangerous because they are motivated by an extra-sporting goal.
Finally, I turn to those who, in their persistent attitude aimed at avoiding confrontation (remember? “Transparency and participation” was the motto that accompanied the last election campaign), continue to propagate the theory that everything is booming and the road traveled is the right one, forgetting to support their embarrassing certainties with certain and irrefutable data: if in a pyramid one continues uninterruptedly to bring the top higher and higher and decrease the base area, the starting solid will no longer be the same, the geometric figure will be completely different, indeed it will tend to disappear along with all its contents.
I wish our sport, what we all love (ALL OF US!), a better future; we deserve it