Il nostro viaggio fa tappa oggi nella meravigliosa Sardegna, terra famosa per il suo mare smeraldo e piccole e grandi insenature di sabbia bianchissima: un’isola che rapisce il visitatore per i suoi contrasti di luci e colori, per le sue tradizioni radicatissime e per la natura incontaminata.

In questa regione, che è la seconda più grande d’Italia per estensione, esiste una vera e propria culla della pallamano nella città di Sassari, Provincia che vanta diverse squadre affiliate alla nostra Federazione e noi abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con il presidente Tore Farina e Patrizia Canu, vulcanica allenatrice e vera e propria anima della Società Verdeazzurro innamorata del nostro bellissimo sport e dei suoi giocatori che lei chiama bonariamente “randagi”, atleti che rappresentano totalmente quell’orgoglio isolano e fiero tipico degli abitanti dell’isola del mirto, tramite lei siamo entrati in contatto con il presidente che ci ha descritto così questa splendida realtà:

  • Presidente come si è avvicinato alla pallamano?

Contagiato da Patrizia Canu, non glielo perdonerò mai

  • Quali sono gli obiettivi del club?

Gli obiettivi sono quelli di costruire una squadra di vertice, valorizzando il più possibile i talenti locali

  • Quanti tesserati ha il suo club?

160

  • Cosa fate per il settore giovanile?

Attività di reclutamento nelle scuole, a partire dalle elementari. Due Open day in una scuola media, tornei durante le vacanze scolastiche. A questo segue un’attività capillare nel corso di tutto l’anno, sempre all’interno delle scuole.

  • Perché un ragazzo dovrebbe diventare un giocatore di pallamano? E come si convince a scegliere questo sport?

Giocare a pallamano è la cosa più bella del mondo, i ragazzi apprezzano subito perché, a differenza di altri sport, tutti possono essere protagonisti, sia in attacco sia in difesa. Basta dare loro una palla, spiegare le regole e farli giocare senza pedanteria, per farli innamorare. Di fondamentale importanza è far loro capire quanto è divertente, non sovraccaricarli di aspettative, nel momento di reclutamento, e far giocare tutti. La prima fase da noi è questa, quella dell’aggancio. Poi, quando il bambino si innamora, iniziamo a introdurre gli elementi tecnici.

  • Quali sono le gioie e le difficoltà di uno sport così bello, ma ancora poco conosciuto ai più?

Le gioie sono quelle di vedere i campi il frutto del proprio lavoro. Lavorare su mille aspetti, da quello tecnico-tattico a quello umano, di formazione non solo del giocatore ma anche dell’uomo. Lealtà, spirito di squadra, principi saldi. Allenare per vincere, inventando un linguaggio comune.

Le difficoltà sono economiche, logistiche, organizzative e formative. Le strutture sono insufficienti, i costi lievitano ogni anno, i campionati vengono redatti in ritardo, la formazione è inesistente. Ogni anno ci sono aggravi che ci ancorano a terra e rendono sempre più difficile espandere l’attività.

  • Il suo ricordo più bello legato alla pallamano

Tanti ricordi, indelebili. Tra i ricordi più forti il derby vinto in A2 maschile con l’altra squadra sassarese, nel 2018. Lo scontro fra due generazioni, di nuovo un derby sassarese dopo 20 anni, davanti a un pubblico di mille persone. Impagabile.

La scheda

Società: Verdeazzurro Handball Sassari

Presidente: Tore Farina

Anno di Fondazione: 2009

Colori sociali: bianco e nero

Campo di Gioco: PalaSantoru

Allenatori: Patrizia Canu, Patrizia Cossu, Francesco Cherosu, Luigi Bianco, Claudia Fenu, Alessio Delogu, Luigi Bianco, Riccardo Venerdini, Enrique Moreno, Alessandro Decherchi

Campionati: A2m, U/19m, U/17m, U/15m, U/13m, U/11m, attività Tap, U/17f, U/15f