Dal programma alla programmazione per competenze / parte 4

Sviluppo dell’azione di gioco

Quando si osserva che i giocatori mostrano dei comportamenti di scelta non adeguati alla situazione, si può dedurre che prevale la decisione all’osservazione e percezione dell’azione di gioco. Questo vuol dire che l’atleta non ha ancora consolidato il processo mentale che deve precedere la realizzazione dell’azione.

Egli deve avere un’intenzione di come poter sviluppare la successiva azione di gioco, che però deve saper modificare in relazione al reale sviluppo dell’azione stessa. L’intenzione non deve essere confusa con la decisione in quanto, in quest’ultimo caso, l’atleta non prende in considerazione il comportamento del difensore mentre, nel precedente sceglie una soluzione che prima di rendere esecutiva verifica analizzando il comportamento degli altri giocatori, sia avversari che compagni. A tal fine vediamo l’esemplificazione nella fig.3.

Dalla stessa si può rilevare che, già nella decisione, l’atleta aveva posto non una unica soluzione di gioco, ma due soluzioni che, in quella dederminata situazione di gioco, sembravano le più adeguate. La scelta definitiva viene determinata dal comportamento del difensore.

In tal modo la soluzione scelta sarà certamente efficace.

Nell’allenamento, l’apprendimento delle possibilità d’azione deve sempre comprendere un’analisi dell’intenzione e della situazione. Solo in tal modo è possibile effettuare una scelta adeguata alla situazione.

Nella fig.4 viene rappresentata la semplificazione delle possibilità d’azione di una azione sportiva, cioè quello che avviene praticamente.

Luciano Bartolini

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