Salvate il settore arbitrale

Cari amici è un po’ che non ci occupiamo del Settore Arbitrale e oggi, prendendo spunto anche da una sentenza del Tribunale Federale, torniamo a interessarcene con un primo articolo.

Ma prima di tutto i fatti.

Ve lo ricordate Di Piero? L’ex arbitro internazionale che è stato presidente del Settore Arbitrale dal marzo 2017 a luglio 2019?

Ebbene a fine campionato gli viene chiesta una relazione sulla stagione sportiva da presentare e illustrare al Consiglio Federale del 6 luglio: la consegna il 28 giugno entro il termine richiesto, circa 80 pagine contenenti anche tutte le statistiche delle 10 aree, così tutti i consiglieri possono leggerla preventivamente.

A Misano Adriatico il 6 luglio, però, vengono sentiti prima di lui Trillini e Tassinari e, dopo un’estenuante attesa al caldo di circa 6 ore il Consiglio Federale lo lascia con la relazione in mano perché c’erano da vedere le finali dei campionati giovanili.

Qualcuno si scusa, altri non commentano: sta di fatto che tutto viene rimandato al successivo Consiglio Federale del 25 luglio.

Da qualche mese circolavano notizie di una sua destituzione, incuranti della destabilizzazione che avrebbe portato e nel settore si susseguivano le ipotesi più varie per la successione, ivi compresa quella di soprassedere perché “politicamente” sconveniente.

Il 25 luglio Di Piero si presenta di nuovo al Consiglio Federale pensando di non dover discutere niente, visto che la sua relazione era in mano di tutti i consiglieri da più di un mese.

Invece no, viene invitato a discuterla nei dettagli per circa due ore, poi viene fatto uscire e viene silurato tra gli elogi scritti e orali (dal verbale del Consiglio Federale del 25 luglio 2019, pubblicato sul sito federale http://www.figh.it/home/la-figh/attivit%C3%A0-del-consiglio-federale/2788-verbale-consiglio-federale-n-28-del-25-07-2019/file.htmlAcquisita la relazione del Presidente del Settore Arbitrale, il Consiglio, pur dando atto del lavoro svolto con grande professionalità e dei risultati ottenuti, ritiene, al termine del primo anno di gestione, che sia necessario modificare alcuni aspetti organizzativi e linee programmatiche, al fine di armonizzare il percorso di crescita del Settore in relazione al più ampio indirizzo strategico federale.”).

Allora perché farlo fuori?

Di quale armonizzazione si parla?

Con chi? Col più ampio indirizzo strategico federale?

E qual è questo strategico indirizzo?

Sarebbe come dire abbiamo trovato uno che funziona, ma non ci piace come ha dipinto la sua stanza perché non è in tinta col resto dell’ufficio!

Infatti, ancora oggi la motivazione della sua destituzione non è stata chiarita: chi dice perché ha un brutto carattere e, si sa, il presidente del Settore Arbitrale non può avere un brutto carattere.

Altri dicono perché non faceva formazione, ma, pur non avendo la bacchetta magica, non ricordano che aveva eliminato i rapporti sulle prestazioni arbitrali fatti tramite dvd (inviato agli arbitri dopo un mese o a fine stagione!), sostituendoli con oltre 200 visionature per stagione dei commissari speciali, molte delle quali servite anche quale “deterrente” per evitare problemi in campo tra le squadre; per non parlare del primo raduno arbitrale della storia della pallamano effettuato su un campo di gioco con squadre che simulavano azioni precedentemente concordate e arbitri che potevano cimentarsi dal vivo con le loro problematiche.

Altri ancora pensano che sia stato perché aveva sforato il budget, forse il primo anno per inesperienza, ma nella scorsa stagione il bilancio era perfettamente in regola e aveva, ancora una volta per la prima volta nella pallamano, effettuato l’ultimo raduno in videoconferenza, risparmiando soldi che sono serviti, per esempio, a comprare quegli auricolari che oggi vi propongono come novità in campo e che avrebbe integrato per farli utilizzare a tutti in serie A1 e non solo ad alcuni, con criteri di cui ancora nessuno ha capito il senso e, soprattutto, l’utilità.

Taluni, non sapendo più che dire, ipotizzano che abbia fatto “politica”, ma non dicono come, perché è difficile dirlo di uno che non ha mai voluto partecipare nemmeno alle riunioni pre-elettorali, perché non vi erano stati invitati tutti.

Stabiliti i fatti si dirà: chi è allora adesso il presidente del Settore Arbitrale?

Tutti si aspetterebbero che, avendo avuto oltretutto un ulteriore tempo dal 6 al 25 luglio per leggere ancora meglio la relazione inviata da Di Piero, addivenuti all’idea di sostituirlo, si sarebbero presentati il 25 luglio con il nuovo nome pronto per dirigere il Settore.

Questo avrebbero dovuto fare dei Consiglieri consapevoli delle loro responsabilità e rispettosi dell’autonomia del Settore Arbitrale.

E invece no, i nostri (tranne i soliti 3 dissenzienti) hanno deciso che fosse necessario un approfondimento di fatto un modo per dire “e adesso chi ci mettiamo?”.

Ma è proprio in questi momenti di necessità che alla mente di tutti sovviene la figura del Segretario Generale.

Nonostante le innumerevoli incombenze che già pendono sul suo capo, egli accettava di buon grado l’incarico mettendosi al comando delle truppe fischiettate.

Scrive agli arbitri di aver confermato tutti gli organi tecnici, per scoprire, invece che aveva cambiato 2/3 di quelli nazionali, e poi giù a cambiare e allargare gli organi tecnici territoriali del settore. E poi le liste arbitrali, decise a fine luglio, ma pubblicate solo a settembre e il raduno nazionale e quelli regionali ai quali tutti ha partecipato a volte correndo da uno all’altro perché concomitanti.

Eppure il nostro era provvisorio. Provvisorio. Ma quanto è provvisorio visto che anche nel Consiglio Federale di ieri non era all’ordine del giorno la nomina del Presidente del Settore Arbitrale?

Una nomina annuale che non viene assegnata da ben 5 mesi di quanto approfondimento necessita per essere effettuata?

Chi sta approfondendo e come?

A pensare male, dopo 5 mesi, parrebbe che non si voglia trovare un nuovo presidente del Settore: che va bene così col Segretario al comando, visto che in nessuno dei Consigli Federali successivi al 25 luglio la nomina è stata messa all’ordine del giorno.

Nel frattempo, però, con la sentenza pronunciata l’8 novembre scorso (pubblicata sul Comunicato Ufficiale n.11) il Tribunale Federale, esaminando alcuni ricorsi e, prevedibilmente, rigettandoli ritiene che “le funzioni ordinariamente attribuite al Presidente del Settore Arbitrale siano state affidate dal Consiglio Federale, in via temporanea e in una situazione di urgenza, a un organo, qual è il Segretario Generale, dotato di competenze (appunto) generali al fine precipuo di garantirne l’effettivo espletamento…”

Temporaneo e urgente, ovviamente, fanno poca rima con 5 mesi su 12, ovvero quanto dura l’incarico in questione. E per giunta per i compiti istituzionali che più gli competono, ovvero quelli di Segretario Generale, dovrebbe essere quello che invita (a questo punto direi “diffida”) il Consiglio Federale a provvedere con urgenza alla nomina del Presidente del Settore Arbitrale, dovendone peraltro controllare amministrativamente l’operato, trovandosi perciò nella contemporanea quanto imbarazzante situazione di controllore e controllato.

La situazione, evidentemente, non è tollerabile oltre, pena lo svilimento della figura del presidente del Settore Arbitrale e dell’autonomia del Settore stesso.

Che si proceda in fretta a nominare un nuovo presidente o che si richiami quello vecchio viste anche le difficoltà incontrate fino ad adesso, ma di questo parleremo la prossima volta.

Salvate il settore arbitrale!

Buona pallamano a tutti.

Federica Rogato