Le persone giuste o le idee giuste?

Buongiorno e buona pallamano a tutti!

Anche questo fine settimana, sono stato sui campi da giuoco della nostra Penisola, anche questo fine settimana ho conosciuto e incontrato molte persone, tutti addetti ai lavori, tutta gente appassionata del nostro amato sport, tutti innamorati di una disciplina che evidentemente è entrata in ciascuno di noi regalando emozioni e sentimenti talvolta contrastanti ma sempre molto intensi. Tutto apparentemente molto bello.

Poi, lunedì sera, ho ricevuto un invito presso il Circolo Canottieri Aniene a Roma, un invito ad assistere alla presentazione di un libro scritto da un grandissimo campione della pallavolo, attualmente allenatore; altro sport, altre storie, altre emozioni, emozioni europee, mondiali, olimpiche! Mentre  ascoltavo le sue parole e quelle di altri illustri personaggi, si aggiravano nella mia mente dei pensieri assillanti, delle domande martellanti: perché? Che ha questo sport più della pallamano? Anzi cosa ha meno della pallamano? Il rigore, il palo, la traversa, il tiro dall’ala, il contropiede, il contatto fisico, il cambio di direzione, la parata del portiere, e ancora altre mille cose. E allora perché noi della pallamano che, apparentemente, potremmo regalare molte più emozioni (perché abbiamo molte più occasioni per regalarle), non dobbiamo vivere le stesse glorie e gioire degli stessi successi, in Italia?

Questo pensiero continuo mi ha accompagnato nella tiepida notte autunnale romana e non mi ha abbandonato fino a che non mi sono addormentato.

Davvero non abbiamo idee, progetti, programmi, soluzioni per volare alto? Non credo. Non si tratta di idee che mancano, tutt’altro! Ce ne sono e anche di ottime.

Azzardo io una spiegazione, forse impopolare e provocatoria: in Italia, dovremmo essere più predisposti a una seria e oggettiva autocritica che ci permetterebbe di comprendere perché non riusciamo a raggiungere dei risultati apprezzabili pur avendo delle ottime idee; o meglio, non è una questione di mancanza di idee ma di assenza di persone giuste che devono applicarle e metterle in pratica; quando parlo di persone, mi riferisco a tutte le componenti che appartengono al sistema pallamano italiana: dirigenti, tecnici e atleti. Vorrei essere più chiaro riguardo al concetto di “persona giusta”: le persone giuste sono quelle che riconoscono i propri errori e partono dall’analisi di questi ultimi per migliorare sempre di più.

Ma forse, la mia è solo una provocazione.  

Stanislao Rubinetti

The Right persons o the right ideas?

Good morning and good handball to everyone!

Also this weekend, I have been on the playing courts of our peninsula, also this weekend I saw and met many people, all experts, all passionate people of our beloved sport, all in love with a discipline that evidently entered into each of us giving emotions and feelings sometimes contrasting but always very intense. All seemingly very beautiful.

Then, on Monday evening, I received an invitation at the Circolo Canottieri Aniene in Rome, an invitation to attend the presentation of a book written by a great volleyball champion, currently coach; another sport, other stories, other emotions, European, worldwide, Olympic emotions! While I was listening to his words and those of other illustrious characters, nagging thoughts, questions pounding around in my mind roamed: why? What does this sport have more than handball? Indeed what has less of handball? The 7 meter throw, the post, the crossbar, the shot from the wing, the counterattack, the physical contact, the change of direction, the parade of the goalkeeper, and a thousand other things. So why do we, in handball, that seem to be able to give many more emotions to the spectator (because we have many more opportunities to give it them), not have to live the same glories and rejoice in the same successes in Italy?

This continuous thought accompanied me on the warm autumnal Roman night and did not abandon me until I fell asleep.

Do we really have no ideas, projects, programs, solutions to fly high? I do not believe. These are not ideas that are missing, far from it! There are good ones too.

I venture an explanation, perhaps unpopular and provocative: in Italy, we should be more predisposed to a serious and objective self-criticism that would allow us to understand why we cannot achieve appreciable results despite having excellent ideas; or rather, it is not a question of lack of ideas but of the absence of right people who must apply them and put them into practice; when I talk about people, I refer to all the components that belong to the Italian handball system: managers, technicians and athletes. I would like to be clearer about the concept of “right person”: the right people are the ones who recognize their mistakes and start from the analysis of the latter to improve more and more.

But maybe, mine is just a provocation.

Stanislao Rubinetti