Coerenza, non solo parole

Il percorso che ci ha condotto a questo punto lo conosciamo tutti: abbiamo iniziato con tanto lavoro in campagna elettorale, condividendo ogni aspetto del cosiddetto “Perimetro”.

Io non conoscevo Loria, ma nel primo incontro che abbiamo fatto sono stato molto chiaro: l’avrei appoggiato, ma solo fino a quando le promesse fatte prima delle elezioni fossero state rispettate ed attuate.

C’erano voglia di cambiare, entusiasmo e aria nuova. Le nostre migliori intenzioni si sono manifestate già dal primo consiglio quando, per restituire credibilità al movimento partendo dagli arbitri, è stato nominato Piero Di Piero ed è stata istituita la CNA. Già dal secondo, terzo consiglio, però, si iniziava a percepire qualcosa di anomalo. A fronte della nostra richiesta di poter verificare i bilanci delle Squadre Nazionali e della CNA, per poterne ottimizzare i costi e riferire al Consiglio, dopo un primo benestare in Consiglio Federale, ho ricevuto un messaggio “Whatsapp” (non proprio il canale più istituzionale!) da parte del Presidente con il quale cui mi comunicava che ognuno aveva le proprie deleghe e che il Bilancio sarebbe stato seguito da Sonego e dal Segretario Generale.

Un repentino ripensamento che mi ha lasciato sinceramente perplesso.

Nel frattempo noi continuavamo a combattere compatti in Consiglio Federale per realizzare i punti del Perimetro, lamentando di non fare abbastanza per i territori. Durante la campagna elettorale avevamo proposto di investire nella formazione e in tutte le Regioni, mentre in realtà assistevamo impotenti all’approvazione di spese promozionali inutili per la visibilità di pochi.

Abbiamo più volte chiesto di inserire all’ordine del giorno le tematiche a noi più care, ma ogni volta ci sentivamo come Don Chisciotte contro i mulini a vento. Abbiamo preteso, soprattutto in occasione delle decisioni in materia economica, di poter avere la relativa documentazione da visionare con congruo anticipo per discuterne seriamente e consapevolmente in Consiglio. Abbiamo mandato E-mail, ribadito a voce le nostre legittime esigenze, ma nulla è cambiato.

Abbiamo cercato di fare un’opposizione costruttiva, non votando delibere che il Consiglio proponeva e che noi ritenevamo inopportune. Constatando il perseverare di tale atteggiamento di chiusura, abbiamo chiesto la sfiducia del Presidente che, oltre ad averci deluso come persona, riteniamo non abbia rispettato le promesse che aveva fatto in campagna elettorale.

Noi siamo stati chiamati per dare trasparenza, competenza, serietà e credibilità a questo movimento e, quindi, per farlo crescere. Purtroppo i presupposti fondamentali di questo impegno si sono rivelati illusori e siamo arrivati a questa situazione, con la richiesta di sfiducia al Presidente formalizzata in una comunicazione nella quale abbiamo spiegato nel dettaglio tutte le nostre motivazioni. Di questa lettera, però, non si ritrova apparentemente alcuna traccia negli archivi federali e, men che meno, nei comunicati stampa. Credo sia importante che le nostre Società siano informate di questa situazione e che non abbiano paura di far sentire la loro voce, perché le Società sono la base della Federazione e non il contrario!

Ritengo, inoltre, che la figura del Presidente debba essere una figura super partes, di garanzia, non legata ad alcuna società, con una cultura istituzionale importante, che sia carismatica, ma non accentratrice, che unisca e non divida, che sia trasparente, capace e sappia ascoltare le esigenze di Tutti.

Ho trovato inaccettabile l’allontanamento di Piero Di Piero, che aveva restituito credibilità ad un settore difficile come quello arbitrale e che si era fatto garante di linearità e trasparenza.

Ho trovato, inoltre, di cattivo gusto definire “vecchi” i docenti del Corso di Secondo Livello. Io preferisco considerarli una fonte di ispirazione per tutta la pallamano italiana e non solo, visto che hanno insegnato questa disciplina a tutti noi. Certamente dobbiamo lasciare spazio ai giovani, che rappresentano il futuro, ma quando sono competenti, capaci, umili e pronti ad imparare quotidianamente senza presunzione.

Non scriviamo queste cose perché siamo attaccati alla poltrona. Ciascuno di noi ha un lavoro, una professione che occupa gran parte della giornata, ma troviamo comunque il tempo per una passione che, nel mio caso, dura da quasi quarant’anni.

Siamo persone oneste e rispettose che con fermezza esprimono il proprio pensiero. Un pensiero libero, che ha il solo difetto di non volersi uniformare a quello di altri che non condivide. Noi siamo a servizio dei territori, di coloro che ci hanno dato fiducia, una fiducia che non vogliamo tradire. Quella stessa fiducia che riponiamo in tutti VOI: mentre rieleggete il vostro presidente, siate liberi e non abbiate timore di votare per il bene di tutta la Pallamano!

Con stima e affetto.

Andrea Guidotti