Appunti & considerazioni

Che la campagna elettorale per eleggere il nuovo presidente FIGH fosse già partita, ce ne eravamo accorti. Problemi sui territori cui non si vuole dare aiuti, progetti senza capo e senza coda, delegati lasciati allo sbaraglio sono solo alcuni dei problemi di questa “governance”.

Se lavori e fai un buon lavoro, non basta: vedi come hanno lasciato a casa in primis il responsabile nazionale degli arbitri, Piero di Piero. Ha lavorato bene ma “grazie e arrivederci”.

Poi hanno messo in condizioni di non lavorare autonomamente la CNA, quindi hanno continuato con i Delegati Regionali, per primo quello dell’Abruzzo, senza nemmeno una telefonata. Dopodiché è stato il turno di quello dell’Emilia Romagna che alla fine si è dimesso, per poi arrivare a fare dimettere quello della Sardegna e poi anche quello dell’Umbria. Non va dimenticato che Lazio e Area 7 erano già saltati a Maggio. L’unico che hanno sostituito è stato quello dell’Abruzzo su richiesta del Responsabile d’Area che è anche Consigliere Federale. Quindi attualmente abbiamo alcuni territori che non hanno delegati e non sono rappresentati.

Ci si chiede come mai alla riunione dei delegati dei giorni scorsi sia uscito solo il problema Emilia-Romagna (Fanti) e non anche quello delle altre regioni. A proposito, come mai erano presenti alcuni Consiglieri Federali e altri no? Forse perché i vertici federali la campagna elettorale l’hanno già iniziata e domenica (6 ottobre 2019 ndr) hanno voluto capire chi è dalla loro parte? Oppure hanno dato qualche contentino pre elettorale in modo da tenersi qualcuno dalla loro parte? Per oltre due anni, tutti i delegati sono stati lasciati allo sbaraglio senza indicazioni, a fare da segretari, da contabili, da ufficio acquisti, marketing, da ufficio attività agonistica, da rappresentanti per parlare con le istituzioni e, così facendo, hanno risolto un sacco di problemi a Roma, il tutto gratuitamente o a pochi euro.

E torniamo all’Emilia Romagna: il Responsabile d’Area tolto dall’incarico, con la scusa che ha speso troppo, senza nemmeno informalo. Fino a questo momento senza sostituirlo. Dopo un paio di mesi senza che abbia ricevuto spiegazioni si è dimesso e quindi una delle regioni con maggior numero di società è senza un rappresentante. Sì. Nemmeno in Consiglio Federale in quanto il Consigliere di riferimento oltre a non essersi mai confrontato con il Responsabile d’Area, si è fatto vedere poche volte in Consiglio Federale. Nemmeno al Consiglio (“sotto casa”) di Misano, si è fatto vedere. E poi ci chiediamo come mai le società emiliano romagnole lo abbiamo esautorato e lui non si è nemmeno dimesso.

Quindi l’Emilia Romagna non è rappresentata e decide tutto Roma, senza sentire le società, solo via “mail”. Per forza dopo avere mandato il vice presidente ad essere attaccato da tutte le società ovviamente in questo territorio non vogliono passare a fare brutte figure. Peccato perché sarebbe bello ricordare ai vertici federali che, nonostante tutto quello che stanno facendo contro questa regione, è stata l’unica a riempire un palazzetto dello sport con 4500 persone e a organizzare uno spettacolo indimenticabile per la pallamano (Italia-Slovacchia ndr).

Vogliamo parlare di Nazionale maschile? Non discuto il gioco, né le prestazioni dei giocatori. Se gli obiettivi non li raggiungi, sei un uomo se ti dimetti, altrimenti chi di dovere ti deve mandare via. Questo non è avvenuto, vogliamo parlare anche di come abbiamo cercato i talenti in Italia? Siamo andati in cerca di atleti da naturalizzare per cercare di raggiungere l’obiettivo spendendo tanti soldi. L’obiettivo non è stato raggiunto e siamo ancora messi male. La femminile? È messa male come Nazionale e come movimento è praticamente morto. Nessuno fa nulla per rilanciarlo e ci si preoccupa solo di portare avanti il proprio povero orticello per vincere un campionato a nove squadre. Contenti loro, ma questo non è il modo per rilanciare il movimento femminile e anche il maschile non è che vada molto meglio.

Senza politiche concrete di aiuti ai territori (gli incentivi per le società non funzionano) per andare a fare conoscere la pallamano nelle scuole, non si va da nessuna parte. Senza formazione, senza allenatori, senza che le società riescano a strutturarsi con nuovi dirigenti e senza politiche di vertice che non pensino solo alla Nazionale (che è comunque importante) ma che spingano per fare in modo che le palestre vengano costruite con il campo da 40x20m, resteremo un piccolo sport.

Le idee ci sono, le abbiamo, abbiamo bisogno delle persone giuste e ci siamo accorti che queste persone non sono quelle che pensavamo. Quindi avanti con la campagna elettorale.

Francesco Fanti