Finali Nazionali: per merito o per denaro

La circolare 66 del 30 settembre 2019, relativa alla formula di svolgimento del Campionato Under 20 Femminile e Under 21 Maschile, ci fornisce lo spunto di una riflessione sulle Finali Nazionali.

Il fatto che la formula dell’Under 21 sia stata modificata a causa delle poche iscrizioni ci dovrebbe indurre a una riflessione. Perché le squadre non si iscrivono a quello che dovrebbe essere il campionato giovanile di più alto livello tecnico?

La formula cervellotica dell’Under 21 dello scorso anno ha indotto molte società a rinunciare per l’elevato costo della partecipazione. Per chi non lo ricordasse lo scorso anno (16 squadre iscritte) erano previsti due fasi in cui le squadre si confrontavano in 4 gironi di 4 squadre ciascuna. Alla finale nazionale accedevano ben 12 squadre. Di queste 12 squadre, 8 si confrontavano in un turno preliminare e le perdenti venivano immediatamente eliminate e (senza possibilità di alloggio) costrette a tornare immediatamente a casa.

Il costo di questa partecipazione è stato elevato in quanto nelle tre fasi le società hanno dovuto sostenere ben otto giorni di pensione in hotel, con prezzo imposto nella fase finale.

Nella formula attuale è stato tolto un concentramento (programmato tra Natale e Capodanno) per l’esiguo numero di partecipanti e introdotta la Final 4.

Proposta: perché non far svolgere i due gironi all’italiana con gare di andata e ritorno? Con sei mesi a disposizione, da ora a metà aprile, le società potrebbero concordare date e orari a loro piacimento. Questo darebbe una parvenza di campionato, con una gara al mese che non andrebbe a intrecciarsi con i campionati Seniores, dove quasi tutti gli atleti partecipano. Chi ha qualche anno di esperienza ricorderà che negli anni novanta era stato introdotto il Campionato di Allievi di Eccellenza. Si giocava la domenica alle ore 11.00 e le trasferte erano simili a quelle della Serie A1/A2. Grandi sacrifici da parte delle società e dei ragazzi, ma con questo campionato sono stati formati parecchi giocatori di livello e le finali erano di alto livello.

Quest’ultimo non è il solo aspetto positivo del passato.

Lo svolgimento delle finali nazionali a 16 squadre o in base ai partecipanti alla 1a fase (Under 13 e 19) ha più l’aspetto di business anziché avere lo scopo di strutturare una valida formula per determinare la squadra Campione d’Italia, con un percorso che permetta alla squadra più forte di centrare l’obiettivo. Finali con gironi composti da un numero di squadre diverso (perché non si è raggiunto il massimo programmato) penalizzano alcune a vantaggio di altre. Anche la riduzione dei tempi di gioco nei gironi di qualificazioni appare una snaturalizzazione del gioco che, per tutto l’anno, si è sviluppato in modo diverso. La forza di una squadra rispetto a un’altra, a volte, deriva dalla capacità di giocare a determinati ritmi per tutto l’incontro (anche perché in possesso di cambi adeguati) rispetto a un’altra che, ha un organico limitato e che quando è costretta a eseguire dei cambi, perde in efficacia.

Proposta: reintroduzione delle finali interregionali dove vengono ammesse anche le seconde classificate (solo nelle regioni con un numero elevato di squadre iscritte). Da questa fase devono risultare le squadre che parteciperanno alla finale nazionale. Di conseguenza la finale nazionale potrà essere predefinita nella formula e nel programma dove tutte le partecipanti (selezionate in precedenza) saranno messe tutte nelle stesse condizioni di gioco.

La formula ideale è a 6 squadre, con due gironi di qualificazione di 3 squadre e semifinali incrociate. Nel caso di un ridotto numero di squadre partecipanti a livello complessivo, la Final 4 rappresenta la soluzione migliore, ma attenzione, con la formula di tutti contro tutti (girone all’italiana).

Queste formule, già testate in passato, hanno dato risultati ottimali di svolgimento.

Perché c’è la necessità di cambiare?

Finali Nazionali a 16 squadre è dispendioso dal punto di vista sia economico sia fisiologico soprattutto se si fanno giocare i/le ragazzi/e all’aperto nel mese di luglio. Il fatto che le seconde e terze classificate si possano iscrivere senza una selezione precedente fa perdere di qualità alla manifestazione. Lo scorso anno una società del Nord Est, non si è presentata all’ultima gara della fase regionale (perdendo in tal modo il campionato) per non partecipare alla finale nazionale, dove era previsto un soggiorno di 6 giorni con alloggio imposto e, quindi, senza avere la possibilità di gestirsi i costi della partecipazione alla manifestazione. Questa scelta dovrebbe far riflettere.

Conclusione

La finale nazionali dovrebbe essere il coronamento del lavoro stagionale e il naturale premio per un gruppo di atleti e allenatori che hanno lavorato con intensità e non essere determinato dalla disponibilità finanziaria della società. È il campo che decide, non le scelte a tavolino delle società e della Federazione che vanno a influenzare il risultato agonistico.

La proposta

Luciano Bartolini