Promesse disattese

Da tempo, ormai, il sottoscritto Prof. Tassinari Domenico e i membri della CNA non si riconoscono più nelle scelte di indirizzo adottate dal presente Consiglio Federale o, per essere precisi, dalla maggioranza di esso.

Scelte di politica sportiva in netta contrapposizione con le promesse propagandate e scritte nel programma riferito al cartello elettorale del “Perimetro”, ad oggi sembra quasi offensivo per alcuni rievocare tale termine.
Promesse a sostegno delle quali tanti di noi, in particolare il sottoscritto in prima persona, ci misero, come si suol dire, la faccia. Appare evidente che gli attuali Consiglieri eletti, nonché il loro Presidente, ricevettero dalle società elettrici, il mandato di portare avanti quelle promesse che tutti avevano indicato, in riferimento alla oscurantistica gestione precedente, il “cambio di passo”.

Alle Società era stata promessa l’elezione di un gruppo di persone, sia come Consiglio sia come gestione tecnica sia come formazione, impegnate a porre le loro competenze a servizio della pallamano e, in primo luogo, al sostegno/sviluppo delle società come motore fondamentale di qualsiasi movimento sportivo e, in particolare, della pallamano. Diciamo Pallamano perché è il secondo sport più praticato al mondo, dopo il calcio, a parte in Italia.

Le società, dunque, hanno eletto i nuovi organi federali convinte che sarebbero state al centro della politica Federale attraverso progetti di sostegno, stimolo, promozione, inclusione e, in particolare, di maggiore autonomia dei Comitati Regionali, esautorati completamente dalla precedente gestione. Impegno atteso, in particolare, verso le società economicamente più deboli o di basso impatto agonistico perché dedite al reclutamento e all’avviamento giovanile alla pallamano.

Proprio tali società sono il cuore pulsante della FIGH, grazie a loro tanti bambini scelgono e si appassionano a tale sport e, crescendo, divengono anche il bacino da cui estrapolare i futuri talenti destinati all’alto livello agonistico. Proprio tali società, invece, hanno poca voce nelle scelte generali della FIGH, sono rimaste soggetti passivi, senza voce in capitolo, veri e propri bancomat per le quote associative da versare e costrette a fare questua per poter sopravvivere. La FIGH ha scelto, ancora una volta, una politica tagliata per le società di vertice, più forti e strutturate e per le Squadre Nazionali che, seppure importanti, non hanno un adeguato substrato culturale e di praticanti che possa sostenerle nel tempo e nel tempo portarle all’alto vertice internazionale.

Tale politica, stoltamente utilizzata nella precedente gestione non ha portato a nessun risultato e se, negli anni ’90, lo stesso gruppo di persone oggi membri della CNA, avevano prodotto progetti determinanti per la crescita della Pallamano (Progetto Giocosport, Progetto Istruttori di Base, Progetto continuità per il talento), iniziando lo stesso cammino intrapreso da altri paesi al nostro stesso livello, vedi Francia e Spagna, oggi, dopo averlo interrotto per 20 anni, si ritrova anni luce dietro la Francia e la Spagna che, proseguendo tali politiche, sono giunte a livelli di élite mondiale. Se la FIGH fosse una azienda privata, per i risultati che sta producendo, dovrebbe dichiarare fallimento ed essere commissariata.

Domenico Tassinari

continua…